Che sia Natale ogni giorno

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Giochi di luce incanto i passanti a suon di jingle musicali mentre artisti di strada come in un film ambientato nel medioevo, tengono col naso in su bimbi gioiosi e genitori accorsi per assistere alle prodigiose performance artistiche. Fanno da confine con le mura degli antichi palazzi, le bancarelle che vendono dolciumi cui odore raggiunge persino coloro parecchio distanti intenti a pensare quale bolletta pagare prima, onde evitare ripercussioni. Sembra tutto bello poiché accompagnato dal freddo che rende queste memorabili giornate accattivanti per dialogare facendo gruppo. Molti non vedono l’ora che la serata giunga al termine giacché al rientro a casa troveranno figli e nipoti residenti fuori città, in vacanza per il periodo natalizio.

L’atmosfera perfetta per celare ahimè tantissime vicissitudini che in questi giorni sembrano raddoppiare d’intensità. C’è il tipo che chiede qualche spicciolo per strada, disperato ferma i passanti esclamando “ho fame, vi prego aiutatemi.” Di lontano si vede “uno” che frettolosamente nemmeno attraversando l’uscio, passa in tutti i negozi aperti dicendo che non ha i soldi per la corriera, pertanto stasera non potrà rientra a casa. Passeggia con indifferenza l’uomo che sottovoce con fare timido ai viandanti, chiede loro se “per caso” hanno una sigaretta da offrire. Poi c’è quello che non si vede, ma spesso si conosce, dietro quelle finestre dove gli alberi di Natale salutano i passanti; case  con un mutuo o una finanziaria da pagare, ancora peggio dove il marito ha perso il lavoro altresì figlio disoccupato non riesce proprio a trovarne uno decente per sbarcare il lunario.

Persino dove pare vada tutto bene, un parente stretto non sopporta qualcuno della famiglia ospite durante il periodo festivo, ma pur di tenersi accanto i nipoti usa il concetto “buon viso e cattivo gioco” credendo così di mettere a tacere la coscienza. Per non parlare del dramma delle malattie non paragonabili nemmeno lontanamente a qualunque altra cosa, ed ancora il vuoto creato dagli assenti, dolore peggiore di una ferita sempre aperta. Insomma dietro questi giorni si cela un mondo che tuttavia può condurci realmente verso l’autentico significato di questa festa, ovvero tendere la mano, ascoltare il prossimo ed accoglierlo nella nostra vita. Il più grande regalo che dobbiamo offrire è il perdono.

Le luci delle festività siano il faro che illumina la via, le melodie il passo che porta il cuore al convincimento, diventiamo esempi virtuosi di carità dunque se vediamo qualcuno in difficoltà cerchiamo di sollevarlo diamogli quel poco che abbiamo, varrà più di ogni altra cosa. Se poi non riusciamo in tal propositi, non disperiamo perché non è mai troppo tardi per far del bene. 

Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti

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