Protesi. Amati: “Bandite le nuove gare. Da 3,3miliardi a 790milioni. Ecco a cosa servono i controlli”

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«La gara iniziale per l’acquisto delle protesi aveva una base d’asta per 3.239.749.560 oltre IVA. Poi fu annullata dal giudice amministrativo e in virtù di tanto avviammo un’attività conoscitiva sul calcolo del fabbisogno. 

Dopo numerose audizioni in Commissione,  InnovaPuglia ha rideterminato il fabbisogno anche sulla base delle indicazioni del Dipartimento salute, giungendo alla pubblicazione di nove gare distinte per tipologia di dispositivi medici.  

Il complessivo fabbisogno per le nove gare è stato determinato in euro 786.276.707 oltre IVA. Ciò vuol dire che il fabbisogno era stato stimato in modo esagerato, cioè per euro 2.453.472.853. 

Ecco a cosa serve il rigore e il controllo nella spesa: ad avere le stesse prestazioni con minori costi»

Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati.  

«La prima gara per i dispositivi medici fu annullata dai giudici amministrativi per un eclatante sproporzione del fabbisogno, calcolato in euro 3.239.749.560 oltre IVA. 

Scrisse il Tar, infatti, che quella spesa prevista per quattro anni era priva di giustificazione, se solo si considerava che la spesa nazionale per il 2019 era stata complessivamente di 5 miliardi di euro e in Puglia di euro 3,5milioni.

A seguito di quell’annullamento l’assessorato e Innova Puglia si erano impegnati a riformulare il fabbisogno e pubblicare la gara entro fine giugno. Abbiamo tardato di quattro mesi, ma alla fine il risultato è arrivato».

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