Avviso buoni educativi per minori da zero a tre anni. Interrogazione sugli interventi per chi non è rientrato nelle graduatorie provvisorie

85 Visite

Conoscere lo stato dell’Avviso pubblico rivolto alle famiglie per i buoni educativi per i minori da zero a tre anni. È l’oggetto dell’interrogazione presentata dalla consigliera del M5S Antonella Laricchia all’indirizzo dell’assessore alla Formazione e Lavoro Sebastiano Leo.

«I termini per la presentazione delle domande per i buoni servizio minori – dichiara Laricchia – si sono chiusi lo scorso 15 settembre e  la piattaforma telematica ha reso immediatamente disponibili, per gli ambiti territoriali e per le unità di offerta, le graduatorie provvisorie che consentono tanto agli Ambiti territoriali sociali quanto alle strutture inserite nel catalogo delle unità d’offerta  di visionare l’elenco degli aventi diritto al buono. I gestori privati di servizi educativi per minori da zero a tre anni accreditati hanno dichiarato disponibili al Catalogo complessivamente 9.602 posti a livello regionale a fronte di una ricettività autorizzata nelle medesime unità di offerta pari a 10.282 posti, quindi, con una capacità ulteriore del sistema di accoglienza per altri 680 minori rispetto ai posti attualmente a Catalogo. Vi è  però un overbooking pari a 236 domande rispetto alla capacità complessiva di accoglienza da parte del sistema di offerta e su questo è necessario avere dei chiarimenti. 

Da una nota stampa  – continua Laricchia – abbiamo appreso che il Dipartimento stava provvedendo ad effettuare le opportune verifiche per capire se le famiglie ‘rimaste fuori’ potessero trovare risposta o nel sistema di offerta pubblico presente sul territorio o all’interno delle strutture private non iscritte nel catalogo. Allo stato attuale però niente è cambiato, per questo ho ritenuto opportuno chiedere chiarimenti sulle procedure di verifica, per sapere se siano state completate dagli uffici, e conoscere  le tempistiche con cui la Regione intende intervenire.  Parliamo di una situazione che purtroppo va ad incidere sulla qualità della vita delle famiglie e sui tempi per la conciliazione vita- lavoro, perché nella maggior parte dei casi a pagare per la mancata erogazione dei buoni servizio minori sono le donne, costrette a scegliere tra lavoro e famiglia. La parità di genere di cui tanto parliamo passa anche da qui».

News dal Network

Promo