Sanità Puglia, da Consiglio Regionale il “no” a Pdl per riduzione attesa

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Si è conclusa con il “no” alla proposta di legge di modifica alla legge regionale 13 del 2019 la seduta del Consiglio regionale della Puglia. La proposta di legge “Modifiche alla legge regionale 28 marzo 2019, n. 13 (Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità – Primi provvedimenti)” a firma di Fabiano Amati (primo firmatario), Mauro Vizzino, Antonio Tutolo, Francesco Paolo Campo, Ruggiero Mennea, Michele Mazzarano, giunta in consiglio senza il previo passaggio in commissione, è stata bocciata a maggioranza (con il voto contrario anche di alcuni proponenti) dopo un lungo e vivace dibattito in Aula e un confronto serrato tra l’assessore alla Sanità, Rocco Palese, e il consigliere Amati.

La legge, in sintesi, avrebbe introdotto la decadenza automatica dei direttori generali in caso di mancato rispetto degli obiettivi di riduzione delle liste d’attesa. Si prevedeva anche: l’attivazione del Cup regionale unificato, l’organizzazione delle prenotazioni con una proiezione di 365 giorni e anche oltre; la sospensione dell’Alpi (libera professione intramoenia) qualora i tempi di attesa per le prestazioni istituzionali siano superiori di più di cinque giorni rispetto a quelle erogata in Alpi; che l’attività libero professionale intramuraria allargata possa essere autorizzata solo con un provvedimento del direttore generale dell’azienda sanitaria che la motivi con la carenza di spazi e attrezzature all’interno della struttura.

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