Gabriella Genisi a Lecce per Agostiniani Libri

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Prosegue la terza edizione di Agostiniani Libri, rassegna letteraria del Comune di Lecce, organizzata in collaborazione con Diffondiamo idee di valore, Conversazioni sul futuro e altre associazioni, librerie e realtà attive sul territorio, che rientra nel cartellone di Lecceinscena. Giovedì 14 settembre (ore 19:30 – ingresso libero) nel Chiostro degli Agostiniani in viale Michele de Pietro 10 a Lecce, appuntamento con la presentazione del romanzo “L’angelo di Castelforte”, nuovo giallo della scrittrice barese Gabriella Genisi (Rizzoli).

L’autrice della serie del commissario Lolita Lobosco, da cui è stata tratta la fiction televisiva di successo “Le indagini di Lolita Lobosco” con Luisa Ranieri, dopo “Pizzica amara” (2019) e “La regola di Santa Croce” (2021), torna con un nuovo capitolo di una delle serie più amate della scena noir italiana. La protagonista è Chicca Lopez, giovane e intraprendente marescialla dei carabinieri. La scrittrice dialogherà con Marcella Rizzo (insegnante), con la partecipazione di Rosario Tornesello (direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia). Nel romanzo, al 149° piano di un grattacielo nel cuore della City, Victor Allen, un anziano lord inglese, regola lo schienale della poltrona, inforca gli occhiali color tartaruga e si immerge nelle bellezze del Salento.

La trasparenza del mare che si fonde con la macchia mediterranea, la terra rossa punteggiata di ulivi, un panorama mozzafiato: non appena vede il video mostratogli dall’agente immobiliare decide che la tenuta nell’antico borgo di Castelforte sarà sua. Lì infatti fonderà una residenza per scrittori, selezionati in tutto il mondo per lavorare a un progetto letterario. All’inaugurazione, Castelforte risplende e sembra promettere una quiete paradisiaca ai futuri abitanti… Intanto Chicca Lopez, dopo l’ultima indagine che l’ha stremata, naviga su una barca nel mare d’inverno insieme a Glenda, la barista che le ha rubato il cuore. Ma la vacanza dura poco: una scrittrice della residenza è stata trovata con la testa fracassata, ed è solo l’inizio. L’indomita carabiniera deve tornare in servizio e indagare su un nuovo complicato caso. In questo romanzo di parole, respiri, tramonti, amore, morte, l’autrice ci racconta il lato più perturbante degli scrittori. E, come tanti piccoli indiani, ognuno di loro dovrà guardarsi le spalle.

Domenica 17 settembre (ore 19:30 – ingresso libero), in una serata dedicata alla memoria di Paola Moretti, la rassegna (sempre nel Chiostro degli Agostiniani) ospiterà, in dialogo con Valeria Pellegrino, il giornalista Sapo Matteucci con “Per futili motivi” (La nave di Teseo). L’autore e protagonista racconta senza infingimenti il tramonto di un uomo – il suo tramonto – come solo grandi scrittori ogni tanto riescono a fare, alla fine della loro carriera. Solo che della carriera di Sapo Matteucci questo romanzo è l’inizio, perché si tratta del suo esordio. Nel corso della sua carriera ha lavorato per “Il Globo”, “Playboy”, “Bell’Italia”, ha collaborato con “Traveller”, “Repubblica”, “Paragone” e “Nuovi Argomenti”. Originario di Viareggio, ha vissuto a Firenze, Milano, Roma, Torino, dove ha lavorato per Einaudi. Ha pubblicato “Q.B. La cucina quanto basta” (2008) e “C’era una vodka. Un’educazione spirituale” (2010). Con Nicolò Bassetti ha scritto il libro “Sacro romano GRA” (Quodlibet, 2013), in un progetto più complessivo che comprendeva anche l’omonimo film di Gianfranco Rosi vincitore del Leone d’oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2013.

“Per futili motivi” parte da un assunto: il legno è vecchio, la botte è vuota, e tuttavia contiene ancora un po’ di vino. Quanto poco ci vorrebbe a buttarlo, a sbaraccare tutto? Non ci vorrebbe nulla. Nessuno avrebbe da ridire. Si farebbe spazio per chi ne ha bisogno – e tutti, intorno, hanno un disperato bisogno di spazio. Ma Sapo Matteucci decide di prendersi cura di quel vino rimasto, e vi si dedica con una forza e un coraggio e una pazienza e una perseveranza e una sincerità che non ha mai riservato a nient’altro in tutta la sua vita. Lo fa invecchiare. Lo imbottiglia. Lo porta in tavola e ce lo serve – e quel vino è questo romanzo, ed è portentoso. Nella zona di guerra più banale e crudele della nostra avventura terrena, la famiglia, là dove ogni cosa è destinata a diventare conflitto, Matteucci recupera la gioia originaria che tutti perdiamo di vista, quella dell’essere al mondo, e canta il legame esilarante e struggente con tutto ciò che al mondo lo trattiene

Nel corso del mese Agostiniani libri accoglierà anche un articolato incontro curato da Gustavo Gozzi (docente di Storia del pensiero politico dell’Università di Bologna) per ragionare sulla complessità dei fenomeni migratori e sulle possibili forme di inclusione in una società plurale (venerdì 15 – ore 18) e la presentazione di romanzi “Il club di Howard Hawks” (Milella) di Francesco Pasanisi (martedì 19 – ore 18:30), “Arazzo Familiare” (Castelvecchi) di Anna Cantagallo (giovedì 21 – ore 18:30), “Dixieland” (Florestano) di Claudio Lodoli (martedì 26 – ore 18:30), “I cannibali” (Affiori) di Giulia Maria Falzea (mercoledì 27 – ore 18:30), “L’acquaru lengu” di Enzo De Carlo (sabato 30 – ore 18:30).

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