Lecce. 60 “parcheggi rosa” per donne in gravidanza o con bimbi piccoli

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Sono partiti a Lecce i lavori di realizzazione di 60 stalli di sosta di colore rosa riservati al parcheggio delle automobili che trasportano cittadine incinta o genitori con un bambino di età non superiore a due anni.

Dando seguito a una mozione approvata in Consiglio comunale su proposta della consigliera Lidia Faggiano, l’ufficio Mobilità è riuscito a ottenere dal dipartimento per la Mobilità sostenibile del Mit un contributo di 30mila euro, necessario per realizzare gli stalli e la relativa segnaletica in maniera conforme alle disposizioni di legge.

Gli stalli rosa saranno realizzati davanti a scuole, ospedali, case di cura, farmacie, uffici pubblici, uffici postali, parchi cittadini, istituti bancari. Nella giornata di ieri ne sono già stati realizzati sei.

“Grazie alla sensibilità del Consiglio comunale, stimolato da una mozione della consigliera Faggiano, e al lavoro dell’ufficio Mobilità, che ha consentito di reperire le risorse necessarie, la nostra città sarà più vicina alle cittadine in gravidanza e alle famiglie con figli piccoli, garantendo una maggiore facilità di parcheggio nei pressi di servizi fondamentali – dichiara l’assessore alla Mobilità sostenibile Marco De Matteis -.

Guardare alle esigenze dei soggetti deboli della strada è una priorità, garantire loro servizi e sicurezza significa lavorare per una città che rispetta le esigenze di tutti. Invito i cittadini a rispettare gli stalli rosa, a non occuparli impropriamente”.

«Come donna e come consigliera comunale voglio esprimere tutta la mia soddisfazione per l’attuazione della mia mozione a seguito delle modifiche introdotte nel codice della strada – dichiara Faggiano -. Di fatto, con i cosiddetti parcheggi rosa, garantiamo alle donne in stato di gravidanza spostamenti più agevoli proprio quando l’aumento ponderale affatica i movimenti e richiede percorsi brevi. Senza dubbio abbiamo compiuto un piccolo passo avanti verso la parità di genere reale e non solo enunciata consentendo alle donne di partecipare e contribuire alla vita della collettività e, al contempo, abbiamo fornito un utile sostegno alla genitorialità nei primi due anni di vita del bambino in un periodo, come quello attuale, contraddistinto dalla denatalità e dall’invecchiamento della popolazione»

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