Pluralismo e unicità del pensiero

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La Toscana è sembrata, per lunghissimo tempo,  essere l’emblema dell’Occidente di oggi: i cittadini si arroccano intorno a un Campanile per sostenerne la superiorità rispetto a ogni altro consimile elemento che indichi un coagulo umano,  ma al tempo stesso si dividono in contrade l’una contro l’altra “armata” (si fa, naturalmente, per dire) per affermare la propria primazia, tra le mura urbane, e, soprattutto, la voluta e perseguita “inconciliabilità” tra vari rioni della stessa città.

Da ciò si è dedotto che l’emotività e l’assenza di ogni razionalità rappresentavano la cifra di riconoscimento di quella parte di mondo che, inverosimilmente, dettava legge alla restante parte del Pianeta!

Naturalmente, a supporto di tale posizione preminente v’era un’opera di propaganda politica senza confronti.

L’Occidente, con un disinvolto salto storico rispetto ai suoi padri “antichi”, si proclamava la patria della democrazia e del pluralismo delle idee, contrapponendosi alle autocrazie caratterizzate, a suo dire, dal pensiero unico.

Naturalmente, come per Amleto in Danimarca, v’era del marcio in tutto l’Occidente che non poteva essere nascosto, a lungo (come avviene per la polvere)  sotto il tappeto.

E il mito del pluralismo delle idee è crollato grazie all’avanzata inarrestabile di un pensiero unico occidentale.

Che cosa è avvenuto in realtà?

Il pensiero unico indica, con accezione negativa, l’assenza di differenziazione nell’ambito delle concezioni e delle idee umane perché le masse, manipolate da poteri autocratici, sono indottrinate secondo ben precisi indirizzi di uniformità ad avere tutte le stesse  idee.

E’ necessario aggiungere che il pensiero, proprio perché unico,  rifiuta connotazioni differenziali  di destra, di sinistra o anche di centro. Chiunque, cioè, ami vedere delegittimate opinioni diverse dalle proprie s’inserisce nel filone del pensiero unico che è figlio di ogni  concezione assolutistica sia essa religiosa sia politica.

Chi si vota al pensiero unico  non può amare e accettare il pluralismo e la diversità delle idee.

Domanda: Come mai l’Occidente dove esistono concezioni assolutistiche sia religiose (monoteismi mediorientali) sia politiche (fascismo e comunismo derivanti dall’idealismo ottocentesco teutonico)  molto antitetiche e contrastanti si sta convertendo al pensiero unico?

Risposta: Le ragioni sono molteplici e di diversa natura.

a) Non v’è dubbio che la convivenza di fatto di seguaci di convinzioni così autoritarie, astratte e antitetiche  abbia costituito una valida motivazione  per indurre a coltivare ogni “arte” utile alla coesistenza ideologica e alla conseguente convivenza pacifica tra i cittadini.

b) Per favorire il processo di pacifica convivenza, è stato utilizzata l’idea del  “polticamente corretto”, mutuata dal pensiero unico, come modo educato di accettare la diversità delle idee altrui ma anche come maniera per ritrovarsi in compromessi  chiaramente utilitaristici  (anche se non sempre commendevoli). 

c) Inoltre,  l’omogeneizzazione delle opinioni è stata favorita da un sistema mass-mediatico sempre più dipendente dal sostegno delle centrali finanziarie dell’Occidente.

d) Infine, la rete capillare costituita dai servizi d’intelligence anglo-americani e dai cosiddetti servizi segreti “deviati” degli altri Paesi Occidentali ha progressivamente fatto sì che il vassallaggio di tutti i partiti Occidentali nei confronti delle linee dettate dal Partito Democratico Statunitense per le “colonie anglo-americane”  divenisse anch’esso espressione di un pensiero unico. Per quanto riguarda l’Italia v’è una similitudine di posizioni politiche, un tempo contrastanti, che appare davvero sconcertante. E’ difficile capire se le linee suggerite da Biden trovino più assenso  nella Schlein o nella Meloni, a tacere di Conte, Calenda o Renzi. Tutte le posizioni dei partiti politici italiani escludono “salti della quaglia” in materia di investimenti produttivi e industriali. Si cincischia nel “pauperismo” più esasperato: tutti i problemi del Paese sembrano ridursi alla scelta tra redditi di cittadinanza e redditi da inclusione, tra flat tax dei poveri e cunei fiscali, tra accise sui carburanti e tredicesime alleggerite

. Si utilizza, come specchietto per le allodole,  il miraggio del “ponte sullo Stretto” sapendo che resterà tale, per la necessità (per molti anni ancora) di mandare armi a Zelensky. 

In conclusione, il pensiero unico prevale, oggi, anche in Occidente, nell’esaltazione più falsa e ipocrita del pluralismo  democratico.

Domanda finale: Quo usque tandem?

 

LUIGI MAZZELLA

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