Regione, da giunta ok a scivolo pensionistico per formatori storici dei cpi

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«La giunta regionale della Puglia – su mia proposta e quindi del Dipartimento Lavoro, Formazione e Istruzione – ha approvato la delibera che riconosce il cosiddetto ‘scivolo pensionistico’ a quei formatori vicini alla pensione che, per anni, hanno prestato servizio presso i centri per l’impiego della nostra regione, garantendo un servizio di alta qualità in periodi particolarmente complessi».

A dirlo l’assessore all’Istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo. «L’incentivo – continua Leo – è il frutto di uno straordinario lavoro corale dell’amministrazione regionale e dei sindacati, ciascuno per le sue competenze, con l’obiettivo comune di scongiurare una crisi sociale. rivolto a una platea di professionisti a cui negli anni sono stato sempre vicino e grato per l’attività svolta nei cpi e ai quali è giusto e doveroso dare un seguito coerente e adeguato».

«I potenziali beneficiari dell’incentivo alla pensione – commenta l’assessore – le modalità di erogazione e la gran parte degli aspetti tecnici sono stati definiti in sede di task force Sepac – presieduta da Leo Caroli che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto – con i sindacati, le cui istanze principali sono state tutte accolte, nel rispetto delle norme che regolano la disciplina».

«Voglio ringraziare – aggiunge – anche il gabinetto e la segreteria generale della presidenza, nonché la ragioneria, per aver seguito l’intero processo, ma voglio soprattutto ringraziare i miei uffici, dal direttore del Dipartimento Lavoro, istruzione e formazione, Silvia Pellegrini, ai dirigenti delle sezioni formazione e lavoro, rispettivamente Monica Calzetta e Giuseppe Lella, a cui è spettata l’intera fase istruttoria e la responsabilità dell’atto finale».

«Il Dipartimento è già al lavoro per la definizione del gruppo di lavoro che gestirà l’attuazione dello scivolo, procedendo nelle interlocuzioni dirette con la platea dei potenziali beneficiari. Adesso – afferma Leo – se da un lato bisogna dare immediata attuazione e gestione alla suddetta misura, dall’altro bisogna prontamente individuare soluzioni per quella platea residuale di ex formatori cpi che non agganciano l’esodo incentivato, perché lontani dalla soglia di pensione ed in piena attività. È questo il prossimo passo per definire una vertenza complessa, ma che racconta una bella storia di lavoro e dignità».

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