Pnrr, Cgil Puglia: “cancellati 1500 interventi per 897 milioni”

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Il ministro anti Mezzogiorno Raffaele Fitto colpisce ancora.

«Nascondendo dietro la cantilena della rimodulazione la effettiva cancellazione in Puglia di oltre 1500 progetti per 897 milioni di euro finanziati dal Pnrr sulla base di progetti presentati dagli enti territoriali».
E’ quanto scrivono in una nota Cgil Puglia e Fillea Cgil sulla rimodulazione degli interventi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

«Quando si mette mano a interventi di messa in sicurezza del territorio – afferma la segretaria della Cgil Puglia, Gigia Bucci al contrasto al degrado, addirittura ridestinazione di immobili confiscati alle mafie e quindi a sostegno all’affermazione di processi legalitari quanto mai necessari nei nostri territori, c’è un approccio evidentemente ideologico». «Si vuole accentrare – aggiunge – la gestione delle risorse, si intende punire il protagonismo delle amministrazioni locali, si assesta ancora una volta uno schiaffo al Sud e ai territori più fragili dal punto di vista sociale».

«Non ci stiamo all’idea che il tutto possa ricadere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. La Puglia assieme a tutte le regioni del Sud reclama queste risorse e il rispetto del vincolo del 40% dei finanziamenti del Pnrr. Questi giochi di prestigio – conclude Bucci – provano a sottrarre soldi al Mezzogiorno, ed è singolare che l’artefice sia il ministro per il Sud».

Secondo il segretario generale della Fillea Cgil Bari, Ignazio Savino, il settore più colpito «è quello delle costruzioni, ovvero il comparto che ha trainato lo scorso anno, grazie soprattutto a bonus e superbonus edilizi ed energetici tutti gli indicatori positivi dell’economia, dal Pil al mercato del lavoro. Un settore notoriamente anticiclico fondamentale anche nel contesto pugliese».

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