Pm arrestati, da Lecce le indagini passano a Potenza

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Rilevando la propria incompetenza territoriale e funzionale, il gup di Lecce ha disposto l’invio alla Procura di Potenza degli atti del procedimento a carico di 12 persone coinvolte in un’indagine stralcio sulla cosiddetta ‘giustizia svenduta’ nella Procura di Trani. Il giudice ha accolto le eccezioni sollevate dalla difesa della sorella dell’ex pm Savasta, già condannato con rito abbreviato dal Tribunale di Lecce a 10 anni di reclusione. Il giudice ha accolto i rilievi di due avvocati che hanno ribadito l’orientamento già espresso dalla Corte d’appello di Lecce.

Questa, nell’aprile scorso, si è dichiarata incompetente in favore della magistratura potentina e ha annullato la sentenza di primo grado con la quale l’ex gip tranese Nardi era stato condannato dal Tribunale salentino a 16 anni e 9 mesi per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari. Secondo i giudici di secondo grado di Lecce, i fatti contestati sono collegati alla posizione processuale dell’ex procuratore di Trani e Taranto, Capristo, sotto inchiesta nel capolouogo lucano. Da qui la competenza per attrazione della Procura di Potenza.

La sorella di Savasta – secondo l’accusa – avrebbe ottenuto una fetta dei soldi e dei regali che un imprenditore aveva destinato all’ex pm di Trani con l’obiettivo di ottenerne i favori. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di concorso in corruzione, concussione, calunnia, falsa testimonianza, falso, soppressione di atti veri ed estorsione, anche in concorso con i magistrati e le persone gia’ giudicate e condannate in primo grado. Le accuse riguardano anche i genitori e due fratelli dell’imprenditore. La posizione dell’ex pm Savasta resta invece a Lecce perchè un’altra sezione della Corte d’appello, dinanzi alla quale è in corso il processo, nel maggio scorso ha escluso una connessione tra la posizione di Savasta e quella di Capristo.

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