A Lecce il secondo registro per l’identità di genere dopo Milano

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Via libera al Registro per il riconoscimento del genere di elezione, il cosiddetto Registro Alias, da istituire entro tre mesi. E’ quanto ha deciso il consiglio comunale di Lecce, approvando la mozione proposta da Lecce Città Pubblica e condivisa con i gruppi consiliari dell’intera maggioranza.

«Il riconoscimento pubblico dell’identità di genere che ognuno riconosce come propria è un passaggio di civiltà che, nell’attesa di una legge nazionale non più rinviabile, serve a migliorare la qualità della vita delle persone transgender e non binarie, che diversamente si sentono private di alcuni diritti di cittadinanza essenziali», dice l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Lecce, Silvia Miglietta.

«Lecce sarà la seconda città in Italia dopo Milano a dotarsi del registro in coerenza con la città di tutti che siamo impegnati ogni giorno a costruire».

«In Italia, nonostante le numerose sollecitazioni arrivate dall’Unione Europea e dalla Corte di Cassazione, le persone transgender sono costrette a vivere in un limbo giuridico con documenti incongruenti con l’aspetto esteriore e l’identità sociale, mantenendo il nome anagrafico e il sesso di origine fino alla conclusione della procedura giudiziale di rettificazione anagrafica», ricorda il Comune di Lecce in una nota.

«Questa discrepanza comporta la negazione dell’identità personale e di alcuni diritti essenziali, come il diritto di cittadinanza e quello di voto, visto che un decreto del Presidente della Repubblica del 1967 impone file ai seggi distinte per uomini e donne», prosegue.

«Da almeno due decenni le persone transgender e il movimento LGBT+ italiano chiedono una nuova legge che riconosca il diritto dell’individuo all’identità di genere, la definitiva depatologizzazione della condizione transgender e procedure più snelle, meno burocratizzate e più economiche che consentano di vedere riconosciuti il nome e il genere di elezione sui documenti di riconoscimento attraverso atti amministrativi, come già avviene in paesi come Francia, Grecia, Portogallo, Belgio, Norvegia e Svizzera», va avanti la nota del Comune di Lecce.

«Nel frattempo, si cerca di ovviare come prassi con la possibilità di utilizzare, nei rapporti interni a determinate comunità (università, scuole superiori e numerose realtà aziendali) una identità alias corrispondente al genere di elezione, che, pur non modificando le risultanze dei registri anagrafici, consente alla persona transgender di essere riconosciuta e trattata secondo l’identità di genere affermata. Un’analoga prassi può essere seguita anche negli ambiti di competenza dell’amministrazione comunale: una identità “alias” potrebbe essere, ad esempio, riconosciuta in sede di rilascio di tessere delle biblioteche comunali, abbonamenti per il trasporto pubblico, documenti di riconoscimento interno per i dipendenti del Comune di Lecce (badge identificativi, mail aziendali, credenziali per piattaforme digitali) e per i dipendenti delle aziende partecipate», dice il Comune.

Nella città di Lecce, sono due le scuole che hanno già introdotto la carriera “alias”: i licei Palmieri e Siciliani, mentre il primato in provincia spetta all’Istituto Don Tonino Bello di Copertino.

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