I difensori di Cariddi: dimostreremo l’estraneità ai fatti del nostro assistito

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«Nel ribadire la oggettiva estraneità ai fatti illeciti presunti e contestati confidiamo che lo stesso potrà chiarire in tempi brevi la propria posizione e dimostrare l’infondatezza delle accuse che gli vengono mosse».

Lo dicono, in una nota, gli avvocati Mauro Finocchito e Gianluca D’Oria, difensori del sindaco di Otranto (Lecce), Pierpaolo Cariddi, indagato nell’inchiesta coordinata dalla procura di Lecce, con l’accusa di falso ideologico in atto pubblico.

A Cariddi è stato notificato oggi il divieto di dimora nel comune di residenza.

«Da una prima lettura degli atti di causa sembrerebbe emergere con chiarezza che il coinvolgimento del nostro assistito si fondi su un equivoco normativo che riteniamo potrà essere chiarito già dalla prima occasione utile», dicono ancora i legali, ricordando che la contestazione è stata mossa in relazione «a una nota, a firma dell’allora responsabile dell’ufficio demanio del Comune di Otranto, indirizzata alla Regione Puglia, con la quale è stato richiesto parere circa gli interventi di sistemazione dell’arenile da effettuarsi, in deroga al periodo ordinario previsto nelle linee guida regionali, nella zona a nord della baia cittadina, tra spiagge pubbliche libere e spiagge in concessione».

La richiesta di parere «era stata suggerita dagli responsabili degli Enti (demanio Regione Puglia e capitaneria di Gallipoli) preposti al rilascio e al controllo delle autorizzazioni. Autorizzazioni all’esecuzione dei lavori che sono puntualmente pervenute dalla stessa Regione Puglia e dalla Provincia di Lecce».

«Lo slittamento dei termini richiesto regolarmente è stato necessario, nella stagione 2020, a causa del prolungato lockdown imposto dalla pandemia che non ha consentito di sistemare le spiagge se non a partire dalla ordinanza del presidente Emiliano del 15 aprile 2020, per cui è stato impossibile rispettare il periodo 1 marzo-1 maggio».

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