Lecce. Tap, processo ai vertici: respinte eccezioni per modificare capi d’accusa

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Sono state respinte, al termine della camera di consiglio, resasi necessaria a seguito delle proposte di modifica dei capi di imputazione avanzate oggi dal pubblico ministero, le eccezioni avanzate dalle difese degli imputati del processo ai vertici della multinazionale Tap (Trans Adriatic Pipeline) e ai rappresentanti delle ditte incaricate dei lavori del gasdotto e, come persona giuridica, alla società Tap, in corso nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola davanti al tribunale monocratico di Lecce.

Quest’ultimo era presieduto questa mattina dal giudice Maria Francesca Mariano. Il processo riprenderà il prossimo 12 settembre quando dovrebbe rientrare a presiedere la corte la titolare Silvia Saracino.

Tra gli imputati Michele Mario Elia, ex country manager della multinazionale. Si tratta del gasdotto, entrato in funzione da un anno e mezzo, che trasporta gas naturale proveniente dal Mar Caspio e dall’Azerbaijan con approdo, tanto contestato dalle associazioni ambientaliste e dagli enti locali, a Melendugno. I difensori, come riassunto nel decreto in cui ha respinto le eccezioni, «avevano eccepito che il tribunale non avrebbe dovuto riconoscere efficacia all’intervenuta modifica in quanto nelle questioni preliminari, nella precedente udienza, non ancora decise e preannunciate, era già stata rilevata la nullità dell’imputazione per indeterminatezza e genericità della stessa». La modifica dei capi di accusa «costituirebbe di fatto un aggiramento della sussistente nullità”. La procura avrebbe oggi modificato l’imputazione ”calibrandola sulle questioni preliminari inerenti alla sua ritualità già messe per iscritto». L’accusa, secondo le difese, «avrebbe dovuto prima attendere l’integrale formulazione delle questioni preliminari e la conseguente decisione sulle stesse da parte del tribunale e solo in seguito, eventualmente, procedere a una modifica dell’imputazione».

In questo modo sarebbe nullo, sempre secondo le difese, «il decreto che dispone il giudizio per violazione del diritto di difesa con una nuova imputazione non ritualmente contestata agli imputati». Per il giudice non si ravvisa nullità per indeterminatezza e genericità dell’accusa poiché gli imputati hanno comunque la possibilità «di isolare, circoscrivere e determinare un certo accadimento».

I difensori hanno chiesto i termini a difesa entro i 40 giorni. Possono chiedere anche nuove prove sul punto. In considerazione della sospensione feriale, la prossima udienza è stata fissata al 12 settembre. Il processo è in corso ormai da oltre due anni anche se è rimasto finora nelle questioni preliminari.

Tre in tutto le udienze effettive tenutesi. Dopo le questioni preliminari, si dovrebbe entrare nel dibattimento con l’ascolto dei testimoni citati dal pubblico ministero e in particolare quattro ufficiali di polizia giudiziaria del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri. Michele Mario Elia, probabilmente l’imputato di maggiore spicco, ha presentato anche oggi un certificato medico per motivi di salute e una richiesta di rinvio per legittimo impedimento. Tra i reati contestati, a vario titolo, ci sono il deturpamento di bellezze naturali, il danneggiamento, la violazione del testo unico in materia edilizia, l’inquinamento idrico.

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