Lecce, ambulanze con pazienti positivi al Covid bloccate per 8 ore

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Torna il caos al Pronto soccorso dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce schiacciato dalla doppia emergenza della crescita esponenziale dei contagi da Covid-19 e della mancanza di personale medico.

Nove autoambulanze sono rimaste ferme in coda dalle 14 di ieri fino a dopo le 22 con pazienti Covid positivi a bordo. Non c’era personale medico che potesse assisterli e per questo motivo non sono stati «sbarellati» e ricoverati nei tempi previsti. Intorno alle 22 è intervenuta la polizia chiamata dal personale che si trovava a bordo dei mezzi di soccorso.

Il personale in servizio al pronto soccorso del nosocomi leccese è lo stesso in servizio al Dea, il reparto dove vengono condotti i pazienti positivi al Covid. Al momento quel personale è composto da un infermiere e un Pss, oberati di lavoro per i continui arrivi in pronto soccorso che non si riescono a smaltire in tempi rapidi. Il tutto tenendo in considerazione anche l’aumento di sinistri automobilistici, malori a causa del gran caldo ed incidenti in mare cresciuti in parallelo alla maggiore densità demografica, specie sulle coste, nel periodo estivo.

«Siamo rimasti fermi dal pomeriggio con i pazienti a bordo – spiega un autista soccorritore all’AGI – impossibilitati ad aiutarli e con temperature esterne che come nei giorni precedenti hanno superato i 40 gradi. La situazione è al collasso da mesi e con l’inizio della stagione estiva è destinata a peggiorare dato il flusso turistico verso il Salento. E’ fuori da ogni logica e da ogni rispetto della dignità umana tutto questo».

Un’emergenza senza fine esplosa già nei mesi scorsi e gestita con soluzione tampone. La situazione, già difficile, e precipitata con la sequela di dimissioni di medici in servizio presso il presidio

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