Scomparsi, 9 casi irrisolti in provincia di Lecce: si lavora ad una nuova strategia

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Sono 9 le persone sparite “nel nulla” in provincia di Lecce dal 1977 ad oggi. Parte da questo dato la riflessione avviata in mattinata in Prefettura, nella giornata dedicata agli scomparsi.

L’iniziativa segna l’avvio di un’attività straordinaria di ricerca per alcune di quelle persone non ancora rintracciate e per le quali sussistono ancora gli estremi per il ritrovamento. Per questo, intorno ad uno stesso tavolo, sono stati chiamati a raccolta enti, forze dell’ordine e associazioni da sempre in prima linea nelle operazioni di ricerca.

Le proposte messe sul tavolo sono diverse. Si pensa di richiedere, in primis, un censimento dei corpi custoditi nei cimiteri della provincia ma mai identificati. Ai vigili del fuoco la prefettura ha chiesto inoltre maggiore attenzione ai senza fissa dimora: tra loro potrebbe essersi confuso, ad esempio, Bruno Cantobelli, anziano scomparso a Lecce il 20 gennaio scorso.

Sono tre, invece, i casi per i quali la speranza di ritrovamento dei corpi appare piuttosto remota. Si tratta dei due pescatori Giovanni Nutricato (nel 2013 scomparso a Santa Cesarea Terme) e Donato Sergi (scomparso lo scorso anno a Corsano). C’è poi il caso di Cekin Dokai, ragazzo di nazionalità albanese che stando alla testimonianza della sorella sarebbe scomparso durante una traversata in mare, all’altezza del Canale d’Otranto, a seguito di una collisione tra il natante a bordo del quale viaggiava e un’altra imbarcazione.

Il primo caso irrisolto risale al 1977: il piccolo Mauro Romano, 7 anni, è scomparso durante un soggiorno dai nonni. Si era ipotizzato che fu “venduto” o “rapito” e poi dato in affidamento ad una facoltosa famiglia di arabi – oggi sarebbe addirittura un appartenete ad una schiatta reale. Ma il caso si sgonfiò.  Di recente, a seguito di una segnalazione, sono state avviate nuove ricerche all’interno di un pozzo nei pressi di quell’abitazione. Ricerche, ad oggi, senza esito.

Per il caso di Roberta Martucci, giovane scomparsa ad Ugento nel’99, nei giorni scorsi si è proceduto al prelievo di campioni biologici di un familiare. Saranno confrontati con quelli di corpi trovati senza vita e non identificati.

Nessuna certezza, infine, per Valerio Polimeno: nell’ottobre di 11 anni fa ne denunciarono la scomparsa i genitori, da Cernusco sul Naviglio. Il ragazzo disse loro di partire per raggiungere l’abitazione al mare, a Spiaggia Bella. Di fatto in quell’abitazione non mise mai piede.

Stessa storia per Virginia Ciobotaru, donna di origine rumena che a Lequile assisteva un’anziana. La famiglia disse di aver perso ogni contatto con lei nell’ottobre 2013, ipotizzando però che avesse lasciato il Salento alla volta della Germania.

Nonostante il trascorrere degli anni, la Prefettura non intende dunque arrendersi. A quelle famiglie bisogna dare risposte. Per questo si affina una nuova strategia.

 

Franco Marella

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