Covid, a Lecce mancano medici e posti letto: operatori stremati

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Le ambulanze ferme in coda da ieri pomeriggio nei pressi del pronto soccorso-Dea dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce con pazienti positivi a bordo, hanno fatto ritorno alle differenti postazioni alle 00.30. Alcune sono rimaste in sosta per circa dieci ore, dalle 13, prima che i pazienti fossero “sbarellati” e ricoverati. Ma il disagio registrato nella giornata di ieri, dovuto alla concomitanza di fattori come mancanza di posti letto, carenza di personale sanitario al Dea e aumento esponenziale dei casi di positività con 2.000 nuovi contagiati nella sola giornata di ieri in tutta la provincia, rischia di ripetersi anche nelle prossime ore.

“Già da stamane alle 8 – racconta all’AGI un autista soccorritore – solo la nostra ambulanza è intervenuta in due paesi differenti della provincia per altrettanti casi di Covid. L’aumento esponenziale dei casi rischia di mandare in tilt il sistema”. A ciò si aggiunge la carenza di personale sanitario in ospedale, in seguito alla perdita di altre cinque unità. Tanti sono infatti i medici che, scaduto il contratto, nei giorni scorsi hanno scelto di non rinnovarlo e prestare servizio altrove.

Altra nota dolente, i turni di lavoro. Parte del personale sui mezzi di soccorso che avrebbe dovuto finire il turno ieri sera intorno alle 21, infatti, è rientrato all’una dopo la sanificazione dei mezzi ed e’ tornato nuovamente in servizio stamattina. “Non potremo andare avanti in questa maniera a lungo – aggiunge l’operatore – siamo allo stremo delle forze”.

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