Combattere o no, questo è il dilemma

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Quando chiesi il porto d’armi, un funzionario di Pubblica Sicurezza mi disse che in caso di rapina se possiedi una pistola devi sapere e volere sparare per primo perché se il malvivente si accorge che sei armato ti spara prima lui! Quindi non avendo lo spirito e le competenze tecniche per fare la guerra ai malviventi… desistetti. Codardia? forse un po’ ma con l’alibi della concretezza.

Allo stesso modo se sei un esercito più piccolo di un altro ti conviene arrenderti subito anche se sei assalito; così tratti da posizioni migliori. Se invece resisti e arretri devi trattare da posizioni peggiori e quindi accettare condizioni peggiori. Questo significa che inviare armi all’Ucraina vuol dire condannarla a perdite di vite umane subito; e a molto peggiori condizioni di pace dopo.

A meno che…qualcuno molto potente non abbia pensato di prendere tempo per preparare una guerra su più larga scala.

Con questa ipotesi le menti complottiste vanno a nozze e si scatenano; pensano che gli anni di attentati e guerriglia nelle province ribelli servivano a costringere la Russia ad una guerra per poi presentarla come una guerra di aggressione. Poi se questa guerra di aggressione arriva prima del previsto si deve attendere un po’ per prepararsi militarmente e preparare l’opinione pubblica mondiale a scendere in guerra a fianco degli invasi contro l’invasore russo. Si forma subito una nuova crociata del giusto contro il prevaricatore-invasore sanguinario, di Davide contro Golia, del povero contro l’oligarca e chi più ne ha più ne metta. Per fare questo si utilizza l’Italia che ha una rete di giornali e televisioni di scarsa qualità e interamente ben controllata e un ceto politico di infimo ordine e quindi manovrabile liberamente. Ad un complottista tutto sembra tornare…

Quale sarà la verità lo sapremo fra poco: se la Nato (direttamente o indirettamente, interamente o attraverso qualcuno dei suoi aderenti) interviene vorrà dire che i complottisti avranno ragione; se non lo fa, vuol dire che è stata semplicemente la bellicosità di alcuni ucraini ad averli indotti a non arrendersi subito.

I russi che (sempre nei pensieri di questi complottisti) da canto loro sembrerebbe che abbiano già abboccato alla prima esca (quella di invadere in risposta alla guerriglia in Donbass), farebbero bene a sospendere unilateralmente le ostilità mandando a gambe all’aria tutti i retropensieri possibili o probabili della parte avversa; fondati o no che siano. Ripetendo la bellissima figura che fecero all’indomani della caduta del Muro quando ritirarono unilateralmente l’armata rossa dalla Germania dell’est. E sbugiardando la campagna mediatica occidentale contro di loro.

Noi italiani avremmo dovuto dire alle componenti contrarie alla resa dell’Ucraina (come una certa sinistra divenuta per l’occasione super bellicista) che se vuoi combattere devi essere certo che hai delle chances per spuntarla diversamente ti conviene farla finita subito.

Alcuni si augurano una bella guerra mondiale scatenata a colpi di virus informatici che distruggano l’intera impalcatura cibernetica che permette alle élites dell’Occidente e dell’Oriente di perseguitare i comuni cittadini.

Adesso -come sempre e nell’interesse di tutti- serve immediatamente cercare la pace e firmarla. In modo da far fare una pessima figura a quei cattivoni dei complottisti e tirare tutti un respiro di sollievo…e se la guerra l’avessimo persa sul campo poco male, cercheremo di vincere la pace come è accaduto spesso nel recente passato per popoli condotti da classi dirigenti più salaci delle attuali. E non sarà molto difficile! Ma questa è un’altra storia.

CANIO TRIONE

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