Confindustria Lecce: “Più fonti rinnovabili ed economia circolare”

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Gli aumenti esorbitanti dei carburanti congiuntamente a quelli dell’energia elettrica e delle materie prime stanno ingessando il sistema produttivo. Il perdurare di tale situazione potrebbe portare al fermo di moltissime imprese che vedono man mano ridursi, se non proprio annullarsi, i propri margini di profitto.

La Sezione Terziario Avanzato, Servizi alle Imprese ed alle Persone, Energia, Trasporti ed Infrastrutture di Confindustria Lecce auspica un’immediata riduzione dei prezzi dell’energia e dei carburanti che stanno mettendo in ginocchio anche le aziende del comparto trasporti.

Come noto, la componente energia nelle bollette e quella petrolifera nei carburanti – afferma il presidente della Sezione Marcello Piccinni – incide per il 40% della tariffa, di conseguenza occorre che il Governo intervenga con urgenza per ridurre in modo significativo il restante 60%, per lo più composto da accise ataviche, oneri e Iva; congiuntamente è necessario predisporre strumenti finanziari per consentire alle imprese di fare fronte al pagamento delle bollette mediante rateizzazioni sostenibili. Al fine di ridurre la dipendenza energetica del nostro Paese dall’estero e dalle fonti fossili, inoltre, è divenuto prioritario implementare vere e proprie comunità energetiche, con una microgenerazione green elettrica e termica  diffusa, e agevolare i cicli di economia circolare, che vanno dalla produzione di biometano a quella di biodiesel e di altri prodotti che aiuterebbero l’Italia a divenire energeticamente indipendente. Contestualmente bisognerà dare vita a gigafactory che accumuleranno l’energia in periodi di bassa richiesta e surplus di produzione, per poi erogarla in quelli in cui aumenteranno i fabbisogni”.

In tal modo si creerebbero migliaia di distretti energetici che contribuirebbero in maniera significativa sia alla riduzione dei costi per famiglie e imprese, sia alla creazione di sviluppo e occupazione.

“Per agevolare la transizione energetica ed i processi connessi – conclude Piccinnioccorrerà intervenire con provvedimenti di semplificazione degli iter autorizzativi degli investimenti, con tempi certi per le procedure. Se il Governo non agirà su tutte le direttrici contemporaneamente, l’obiettivo di produrre 70 GW Green al 2030 non sarà raggiungibile e il Paese rischierà di mantenere la propria dipendenza dal gas e dalle fonti fossili estere”.

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