Confini Ucraina – Polonia: missili russi vicino Leopoli, 38 morti

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Colpita una base di addestramento militare in Polonia, le vittime dell’attacco sarebbero 38. Intanto si temono attacchi chimici che potrebbero portare ad un intervento Nato

La guerra in Ucraina sfiora il confine con la Polonia. Un obiettivo militare è stato colpito dai missili russi alle porte di Leopoli, all’alba. Il sindaco ha confermato che nel mirino dell’attacco russo c’era il Centro internazionale per la pace e la sicurezza. Il centro si trova nel distretto di Yavoriv, a circa 30 km a nord-ovest di Leopoli, ed è un campo di addestramento militare. I russi, con un attacco aereo, avrebbero lanciato 30 missili. I morti sarebbero decine.

“Questo è un nuovo attacco terroristico alla pace e alla sicurezza vicino al confine con Ue e Nato”, afferma su Twitter il ministro della difesa ucraino Oleksii Reznikov, precisando che nel Centro colpito “lavorano istruttori stranieri”. “Informazioni sulle vittime sono in corso di accertamento”, aggiunge il ministro che lancia un appello: “Serve agire per mettere fine a tutto questo. Chiudete i cieli!”.

A Leopoli intorno alle 11 sirene d’allarme che preannunciavano un attacco aereo, poi l’allarme è cessato. Erano diversi giorni che nella città non suonavano le sirene in pieno giorno.

Il sindaco di Leopoli aveva anche scritto il seguente comunicato: “Informazione urgente da parte dell’amministrazione militare regionale. Gli occupanti hanno effettuato l’aviaryaudar sul Centro Internazionale per la Pace e la Sicurezza. Secondo i dati preliminari, hanno lanciato 8 missili. Si stanno preparando informazioni sulle vittime. Tutti i dettagli saranno comunicati in seguito. Non pubblicate foto e video dai luoghi di riprese. Fate attenzione e fidatevi solo delle fonti ufficiali di informazione”.

Intanto si temono attacchi con armi chimiche. A dirlo è il presidente polacco Andrzej Duda, che alla Bbc ha detto “che Putin possa usare qualunque cosa in questo momento, specialmente quando si trova in una situazione difficile”. Eventualità che, secondo Duda, potrebbe portare a un impegno diretto della Nato. E la stessa Casa Bianca ha avvertito Mosca che in questo caso pagherebbe un prezzo alto.

Una messa in guardia peraltro arrivata anche dal segretario generale dell’ Alleanza atlantica, il segretario generale Jens Stoltenberg, il quale chiarisce inoltre che non si sta cercando alcuna guerra con Mosca, e per questo motivo torna a dirsi contrario ad ogni ipotesi di No fly zone, chiedendo a Putin di ritirare le truppe e tornare al tavolo della diplomazia.

Su questo fronte, intanto, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov spiega che nessuno esclude la possibilità di un incontro tra Putin e il presidente ucraino Zelensky, ma bisogna capire di che cosa discutere in questo incontro e quale dovrà essere il risultato. Nuovi colloqui Mosca-Kiev potrebbero aver luogo “già domani o dopodomani”, afferma Mykhailo Podoliak, consigliere del presidente ucraino. Si tratterebbe del quarto round di una serie negoziale che finora non ha dato risultati concreti.

Un colloquio fra Kiev e Varsavia si è invece registrato dopo l’intensificazione degli attacchi russi nel nordovest ucraino, in alcuni casi a pochi chilometri dal confine polacco. Come è successo al centro internazionale per il mantenimento della pace e la sicurezza di Javoriv, più o meno a metà strada fra Leopoli e il confine polacco, a 25 km dall’Unione europea. Nel centro era attivo anche personale straniero. Sulla base sono stati lanciati una trentina di missili: al momento si contano 35 morti e 134 feriti.

Attacchi russi sono comunque concentrati anche in quasi tutte le aree densamente abitate dell’Ucraina, e stanno producendo pesanti conseguenze: si stima che circa un milione di persone siano senza gas e riscaldamento, mentre si sta lavorando per riparare i danni che i bombardamenti hanno causato a Donetsk, Luhansk e Mykolaiv. Ai tecnici è stato però impedito di raggiungere un centro di distribuzione gas a Bashtanka, nella parte meridionale, a causa dei combattimenti in corso. Dai quali continua la fuga dei civili, con Kiev che fa sapere di essere stata in grado di evacuare circa 125mila persone usando i corridoi umanitari. “L’impegno maggiore ora è Mariupol – spiega lo stesso Zelensky – Il nostro sforzo diplomatico è focalizzato sugli aiuti per raggiungere la città”.E un convoglio umanitario diretto al porto assediato, dopo essere partito da Zaporizhzia, sta procedendo il suo cammino e al momento senza incontrare ostacoli.

In Russia intanto vanno avanti le proteste contro l’invasione in Ucraina. Tensione ed arresti a Mosca ed in altre città, dove sono in corso manifestazioni contro la guerra. OVD-Info, ong specializzata nel monitoraggio, riferisce di almeno 268 persone già bloccate in 23 città. Dalle immagini dei media si vedono poliziotti intervenire con la forza contro chi manifesta. E sono 14.274, dal 24 febbraio scorso, la persone arrestate in Russia durante le proteste contro l’aggressione all’Ucraina, rende noto la ong. Un appello accorato a fermare il massacro arriva anche dal papa nel corso dell’Angelus: “cessare l’inaccettabile aggressione armata prima che riduca le città a cimiteri” (fonte filodiritto.it)

Franco Marella 

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