Venti di guerra? Si mobilita l’Esercito Italiano: manovre operative a difesa della democrazia

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Con circolare n.DAE1C1B2 REG2022 0095321 del 9 marzo scorso  lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano mette in stato di “allerta” le forze armate. Addestramenti al warfighting (combattimento) e attenzione all’efficienza di mezzi cingolati, elicotteri e sistemi d’arma dell’artiglieria.

E’ sotto gli occhi di tutti, lo Stato maggiore dell’Esercito Italiano sta prendendo sul serio le minacce espansionistiche di Putin  come d’altronde tutta la Nato. Sono già ammassati più di 130 mila uomini e mezzi militari ai confini dell’Ucraina e pare che non stiano aspettando altro che un errore di calcolo da parte dei russi per scatenare un’offensiva militare contro la Russia e le pretese del suo Zar.

Le  forze armate vengono di fatto messe in stato di allerta e preparate al peggiore degli scenari, quello di un impegno diretto con uomini e mezzi. Il documento, firmato dal generale Bruno Pisciotta, ordina al Comando delle Truppe Alpine, al Comando Militare di Roma, alle forze operative di nord e sud Italia e al comando logistico di “attuare, con effetto immediato, tutte le azioni di competenza” in questi quattro settori: personale, addestramento, impiego e sistemi d’arma.

Tuttavia è singolare la divulgazione della circolare interna dello Stato Maggiore della Difesa e dobbiamo questa al Partito della Rifondazione Comunista la novità. Si tratta di un documento che per la sua natura e per le questioni riferite alla guerra in atto è di una ovvietà “disarmante”. Cosa credevamo che gli Eserciti della vecchia Europa stiano prendendo un thè guardando alla tv quel che accade in Ucraina?

Sono provvedimenti consequenziali, possono piacere o no ma è così. Lo Stato Maggiore dell’Esercito ordina che “tutte le unità in prontezza devono essere alimentate al 100% con personale (anche medico e sanitario) ready to move”, cioè pronto a muoversi. “Tale linea d’azione rappresenta una priorità”. Per quanto riguarda gli addestramenti dovranno essere orientati al “warfighting”, ovvero a scenari di combattimento su campi di battaglia. Tale aspetto è così rilevante che “viene disposto il rinvio di tutte le esercitazioni che non siano specificatamente indirizzate al mantenimento delle capacità operative”. L’addestramento deve interessare anche i reggimenti di artiglieria”. La circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito sottolinea che “gli assetti sanitari costituiscono una capacità essenziale per l’operatività dei reparti” e – in particolar modo – chiede di “accelerare la disponibilità operativa del 52° Reggimento artiglieria terrestre Torino, dando priorità alle batterie semoventi”. Per quanto concerne i sistemi d’arma i massimi esponenti delle difesa italiana ordinano di “provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri e i sistemi d’arma dell’artiglieria”.

La speranza è che non si ripeta quello che è accaduto 70 anni fa. La guerra è una bestia indomabile quando è assetata di sangue. Le vittime stimate sono solo una contabilità fredda e cinica per gli scopi bellici.

“” Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sì: con bastoni e pietre” A. Einstein

Franco Marella

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