Beauty farm per bambine in Puglia, genitori sotto accusa

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 Un salone di bellezza al femminile, ma per clienti di età compresa tra i 4 e i 13 anni. La “beauty farm” per bambine aperta in Puglia sta dividendo l””opinione pubblica. Il primo salone di bellezza aperto nella regione offre tutto cio”” che e”” previsto in un beauty center per adulti: dalla manicure ai trattamenti viso e corpo, passando per trucco e parrucca, visione di film, la possibilità di studiare e fornire outfit alle bimbe in occasione delle cerimonie.

Una polemica che ricorda quella sulla discussa realtà delle beauty queen, reginette delle passerelle negli Stati Uniti.   Il centro benessere pugliese, dopo le difficolta”” causate dalla pandemia, parte con la scommessa di inaugurare altre sedi nella regione. Sui social la polemica impazza, ma anche gli esperti lanciano un allarme. Sotto accusa sono soprattuto i genitori. “Adultizzare le bambine, che tra i 4 e i 13 anni normalmente giocano imitando le madri, e vedono il dipingersi le unghie come un gioco senza pensare alla bellezza, può esporle a dei rischi – dice all””AGI Antonio Marziale, sociologo e presidente dell””osservatorio dei minori – perché si rischia di bruciare una fase delicata come l””adolescenza che è la fase di trasformazione a cui una bambina ha diritto. Gli adolescenti sono vocati alla musica, allo scoutismo, allo sport. Bruciando l””adolescenza, spingendo attraverso l””aspetto a una sessualità precoce, si rischia di produrre disadattamento sociale e bullismo. Ma il problema vero è rappresentato dai genitori, sono loro a voler forzare le tappe – spiega ancora Marziale. Un tempo volevano i figli allo Zecchino d””oro, ora li mandano direttamente a Sanremo. Un bambino, invece, ha il diritto di diventare adolescente e a vivere questa fase di trasformazione tra infanzia ed eta”” adulta che non può essere saltata. Ogni cosa deve essere fatta per tappe”.

La polemica è stata sollevata sui social da Fernando Blasi, cantante salentino frontman della band Sud Sound System. “Tutti i bambini – dice – sono belli, a prescindere. Semmai di brutto possono avere i genitori, incapaci di accettarsi e di vivere come esseri umani. Il disagio di non sentirsi belli e quindi di non sentirsi accettati ha vari significati, tra questi il più devastante è quello di sentirsi talmente inferiore da dover elemosinare un giudizio altrui. Non è sui canoni estetici che deve basarsi la crescita dei bambini, ma sul rispetto delle diversità, sull””empatia e sulla capacità di sapersi migliorare nelle azioni quotidiane. I bambini non sono brutti, talvolta sono tristi. E se non sorridono spesso è colpa nostra“. 

Un tempo, spiega il cantante, era un evento andare dal parrucchiere con la mamma, indossare le sue scarpe troppo grandi di nascosto, quasi a mimare la quotidianità dei grandi in attesa di crescere, fantasticando su cosmetici e abiti eleganti. “Così le bambine potevano avere una proiezione, anche frivola e sognante, verso il futuro – aggiunge il cantante -. Ma imporre loro le abitudini delle madri, derubarle della loro infanzia è atto di disumanizzazione, una pericolosa ipoteca sul futuro dei nostri figli. Andando nelle scuole tra i ragazzi, ma anche da padre, avverto un forte disagio di bambini e adolescenti ogni qualvolta ci comportiamo da adultescenti, pagliacci in là con gli anni che vogliono rubare loro la scena scimiottandoli e invadendo i loro spazi“.

Ai massaggi rilassanti e alle maschere detox in strutture dedicate, spiega il cantante, “sarebbe il caso di sostituire la verità. Dobbiamo insegnare ai nostri figli la bellezza reale delle piccole cose, ma anche le difficoltà, le brutture del vivere quotidiano fornendo loro gli strumenti per fronteggiarle. Che non sono certo i bigodini o lo smalto per le unghie. Ecco, meno paillettes e più verità”.

Quale estetica dunque, per le nostre bambine? “La bellezza – è la risposta – va ricercata soprattutto nell””umanita”” di cui siamo pregni, ergo i genitori dovrebbero imparare dai propri figli, mantenere la purezza spensierata di ogni fanciullo e non farlo invecchiare troppo precocemente. Il disagio di non sentirsi belli e quindi di non sentirsi accettati ha vari significati, tra questi il più devastante è quello di sentirsi talmente inferiore da dover elemosinare un giudizio altrui”.

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