Ucraina: parte da Tricase la “compagnia del sorriso”

95 Visite

E’ una missione speciale quella di un gruppo di clown pronto a partire dalla Puglia per raggiungere l’Ucraina in guerra: portare sorrisi ai bambini. Da Tricase (Lecce) al campo profughi di Przemysl, nella regione di Jasionka, al confine fra Polonia e Ucraina, partirà Rosario Mercogliano, in arte Clown Lacoste, insieme ad un gruppo di amici del gruppo Animarte che condividono la stessa passione.

Sono consapevoli che anche se in quella terra mancano beni di prima necessità e medicinali, ai bambini non deve essere tolto il diritto di sognare e sorridere. E lui, Rosario, 51 anni, di sorrisi sa regalarne. Da vent’anni, da quando aprì una ludoteca in campagna. Per questo, a poche ore dall’esplosione del conflitto, ha chiamato a raccolta i colleghi di leggerezza, armati di ceroni e nasi rossi, e insieme hanno messo su un vero e proprio progetto con tanto di viaggio e tappe, spese vive, materiale da acquistare o chiedere in dono, organigramma operativo e scaletta delle attività da portare tra le bombe e lo sferragliare dei convogli dei mezzi militari.

«Forse la nostra aspirazione è pazzia – spiega clown Lacoste all’AGI – ma sappiamo che i bambini costretti a scappare dalla guerra hanno bisogno di un qualcosa che gli è molto caro, il gioco. Perché è quello che i bambini sanno e devono fare, giocare!».  “L’armata del sorriso”, forte dell’empatia tipica della terra salentina, ha intenzione di partire a fine mese e rientrare a casa per Pasqua. Giusto il tempo di allestire un campo-giochi, avviarlo e insegnare alle mamme e alle sorelle di laggiù come portarlo avanti.

«Noi operatori – continua – resteremo al massimo 5 giorni, il tempo dell’allestimento e dell’avvio, perché abbiamo certezza che  troveremo, anche fra le tante mamme ospiti del campo, chi saprà e vorrà aver cura dello spazio e continuare a garantirne la disponibilità. Però siamo anche in contatto in queste ore con autorità e realtà locali per verificare se ci sia la possibilità di essere accolti in una scuola, in uno spazio chiuso».

In fondo, la cura degli effetti della guerra sulla psiche dei bambini è un bene di prima necessità tanto quanto un tozzo di pane e uno sciroppo per la tosse. Un investimento a lungo termine che oggi, nelle intenzioni di Animarte, ha la forma fisica di uno spazio di circa 50 metri quadrati in cui suddividere le attività ludiche. Giochi da tavolo, giochi educativi, spazi di socializzazione, angolo teatro, angolo pittura e tutto ciò che sarà necessario per rendere meno pesanti i giorni dei piccoli.

«Gazebo con telaio e copertura, rotolo per l’isolamento dell’area ludica calpestabile, tavoli e panche pieghevoli, tappeti gioco, un gruppo elettrogeno, notebook mixer, materiale elettrico e un mucchio di giochi per tutte le età, sempre ammesso – dice il clown – che non siamo accolti ed ospitati in strutture del posto. In quel caso utilizzeremo i fondi non per l’acquisto di strutture ma di giochi. Vogliamo creare un ambiente in cui i bimbi possano usare giochi di legno, dipingere e imprimere con i colori questo momento della loro storia».  Per questo Clown Lacoste e compagnia hanno avviato una raccolta fondi sul portale gofund.me con la voce «Giochi e teatro per i bambini di Ucraina». Il mezzo su cui partire insieme e percorrere 4.600 chilometri “c’è ed è affidabile”, chiarisce Rosario. E se al posto delle risorse economiche qualcuno volesse donare materiali, che siano giochi o attrezzature, agli artisti va bene uguale.

«Sappiamo fare il nostro lavoro – assicura – ce lo metteremo insieme al nostro tempo perché in questo momento è necessario fare. Tutti. La location sarà un campo profughi dove i problemi non vanno creati ma risolti e questo non ci spaventa, perché le competenze ci sono e in definitiva si tratta solo di fare il nostro lavoro con maggiore attenzione perché non è una festa cittadina che andiamo ad allietare. Raggiungere i piccoli, farli giocare, distrarli da una realtà mutata d’improvviso e non compresa, vuol dire aiutarli a conservare e trattenere un minimo contatto con la normalità che fino a pochi giorni prima gli apparteneva». Un ultimo appello da Rosario-Clown Lacoste: «Abbiamo ancora un posto sul furgone, unitevi!». 

Promo