Lecce: abusi sessuali su figlia e compagna, il 43enne indagato si dichiara innocente

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Interrogato dal gip del tribunale di Lecce, ha negato ogni addebito il 43enne originario di San Pietro Vernotico (Brindisi), residente in un comune leccese, arrestato e condotto in carcere dai carabinieri, lo scorso 18 febbraio, con le accuse di abusi sessuali sulla figlia minorenne della compagna e maltrattamenti su entrambe.

Stando a quanto apprende LaPresse, l’indagato in mattinata ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari e avrebbe descritto una situazione differente rispetto a quella raccontata dalla convivente e riferita nella denuncia che la donna ha presentato dopo essere stata ospitata, assieme alla minorenne, in una struttura protetta.

Secondo l’indagato, la donna soffriva di depressione, era a letto e per questo era lui a occuparsi della bambina che sarebbe stata plagiata dalla madre. Nel corso dell’interrogatorio il 43enne avrebbe detto che la donna già in passato aveva denunciato i suoi compagni e al gip avrebbe anche fornito le generalità di questi uomini. Ha anche aggiunto di essere disponibile a mostrare il proprio telefonino per far leggere i messaggi ricevuti dalla convivente. L’avvocato Rita Ciccarese del foro di Lecce che assiste il 43enne non ha avanzato alcuna istanza al gip e si è riservata di sentire le persone indicate nel corso dell’interrogatorio, come indagini difensive, o di indicarle al pm, e di analizzare il telefonino. L’indagato ha alle spalle una condanna all’ergastolo per uxoricidio in Germania; una volta scontata una parte della pena è stato espulso.

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