Lecce: violenza sessuale su figlia e compagna, 43enne in carcere. In Germania condannato per uxoricidio 

106 Visite

Una prigionia domestica per almeno un anno e mezzo. Abusi sessuali sulla figlia minorenne della compagna e maltrattamenti su entrambe: con queste accuse è stato arrestato e condotto in carcere un 43enne, originario di San Pietro Vernotico (Brindisi), residente in provincia di Lecce.

In un comune del Salento che conta poche migliaia di abitanti si era trasferito con la nuova compagna e con la minore, affetta da disabilità intellettiva di grado lieve, dopo aver scontato in Germania una parte della condanna all’ergastolo per uxoricidio, ed essere stato espulso. Le indagini sono partite quando i Servizi sociali hanno comunicato al tribunale per i minorenni del trasferimento di madre e figlia in una casa rifugio. Un mese dopo la donna ha trovato il coraggio e denunciato: ha raccontato di aver conosciuto quell’uomo quando era in Germania per lavoro, dove era arrivata per seguire l’ex compagno, padre della bambina. Relazione naufragata perchéha riferitoil convivente era violento al punto da indurla al suicidio. L’uomo per quelle violenze è stato condannato a 7 anni.

La conoscenza del 43enne è iniziata quando l’ex compagno finì in carcere. Nato per lettera, perché i due erano nella stessa cella e il 43enne chiese alla donna di perdonare il compagno. Al rapporto epistolare, seguirono i colloqui in carcere.

La donna ha raccontato di non essere a conoscenza della condanna per l’omicidio della moglie. Lui le aveva raccontato di un incidente d’auto mortale. Nel 2013, quando apprese la verità, troncò la relazione. Nel 2019 il 43enne tornò in libertà, la cercò e i ripresero i contatti. Non potendo rientrare in Germania essendo stato espulso, andarono in Austria e iniziarono a convivere. Si manifestarono i primi comportamenti violenti. A maggio 2020 si trasferirono in provincia di Lecce ed divenne inferno, stando al racconto della donna.

Madre e figlia non potevano parlare tra loro, né con altri, né usare il telefono. La bambina non frequentava la scuola. L’uomo “aveva sostituito la piccola alla compagna, come se fosse lei la moglie”scrive la gip“demandandole la pulizia della casa e la spesa e diventando violento con entrambe”. Le avrebbe picchiate anche usando una cinta. A cucinare per la bambina doveva essere solo lui. La donna dice di aver temuto di essere avvelenata, di avere il sospetto che in casa ci fossero telecamere e riferisce di attenzioni sessuali del compagno verso la figlia. “Ti faccio male senza che ti tocco e non mi faccio neanche un giorno di galera, ti devo fare impazzire, tu sei pazza, ti devi rinchiudere in un manicomio”, sono alcune frasi riportate nell’ordinanza.

Solo nell’estate 2021 la figlia riuscì a parlare con la madre: vengono picchiate e la bambina minacciata con una spada. L’intervento dei servizi sociali e del centro anti violenza Renata Fonte di Lecce mette fine all’incubo. La bambina è tornata a scuola ed è stata ascoltata in forma protetta. Per la gip emerge un “quadro di quotidiane violenze fisiche e morali” e sono concreti il rischio di reiterazione dei reati e di inquinamento delle prove. L’interrogatorio di garanzia si svolgerà lunedì.

Promo