Mafie: Vallone (Dia), “Cambiano pelle per camuffarsi”

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La mafia ha cambiato pelle, non ha più coppola e lupara, ma abiti eleganti e master, usa Bitcoin e lavora su flussi monetari non tracciabili. I figli dei mafiosi storici hanno studiato nelle migliori università italiane o addirittura in quelle straniere, Boston, Montreal. Per questo per i non addetti ai lavori è più difficile riconoscerla. Ma ai giovani soprattutto dico: attenzione ai guadagni facili, alle promesse altisonanti, campanello d’allarme dietro cui si cela la lusinga del malaffare”. Lo ha detto il direttore della Dia, Maurizio Vallone, a Lecce per la prima tappa pugliese di Antimafia Itinerante -trent’anni dalla nascita della Direzione Investigativa Antimafia.

“La tecnica di sommersione delle mafie – ha spiegato – sta pagando perché fa parlare poco di loro e al contempo consente loro di proliferare, entrare nella vita politica ed economica del nostro Paese. Il problema del contrasto alle mafie non è esaurito, abbiamo deciso di essere presenti a tappe dalla Sicilia al Piemonte per raccontare soprattutto ai giovani cosa sia la mafia e l’antimafia, perché devono avere la possibilità di vivere, lavorare e restare nel proprio paese senza subire la pressione mafiosa. Sei ragazzi comprenderanno questo – ha concluso – allora potremo dire sì aver sconfitto la mafia”.

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