Ismea-Qualivita: olio oliva, peso Igp nel settore ancora marginale

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E’ ancora marginale, all’interno della categoria degli oli di oliva nazionali, il peso delle Dop e Igp, anche se sembra crescere il ruolo delle IGP regionali registrate negli ultimi anni. Lo si legge nel rapporto Ismea-Qualivita 2021 sulla Dop Economy: il comparto conta 49 denominazioni e 23.160 operatori che generano un valore di 71 milioni di euro alla produzione (-14% nel 2020) pari all’1% del comparto Cibo DOP IGP. Il calo della quantità certificata per il secondo anno di fila è condizionato dal crollo del Terra di Bari DOP, mentre si registrano risultati alterni per le altre denominazioni. L’export vale 52 milioni di euro e interessa il 38% della produzione certificata DOP IGP. In Toscana (25 milioni di euro), Sicilia (15 milioni) e Puglia (9 milioni) si concentra circa il 70% del valore totale della categoria degli oli certificati. Le prime cinque filiere per valore sono Toscano IGP, Terra di Bari DOP, Sicilia IGP, Val di Mazara DOP e Riviera Ligure DOP, che in totale valgono 47 milioni di euro.

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