Capitano Guardia di Finanza in servizio alla DIA indagato per stalking contro marescialla stesso Corpo

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Dove meno te l’aspetti. Credi. Ma così non è. L’onore di uomo delle istituzioni, il rispetto per se stessi, il dovere verso la divisa che indossi, il sacrificio che sei chiamato a compiere a garanzia delle istituzioni, pare non siano poi così importanti se gli anteponi un amore malato, l’ossessione e la tua mentecatta salute mentale verso una donna tra l’altro anch’essa appartenente alla Guardia di Finanza.

 

Che disonore per le fiamme gialle, se naturalmente la magistratura alla fine ti processerà e condannerà per il reato di stalking. Non diamo tutto per scontato.

 

Tuttavia per il momento il G.I.P. del Tribunale di Roma, dr. Ezio Damizia,  ha applicato nei confronti di questo capitano della Guardia di Finanza  una misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima e dai suoi congiunti, e il divieto di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo (verbale, scritto, telefonico, telematico).

 

Già di per se, per via della risonanza mediatica, questo provvedimento giudiziario, è una “mazzata” per la Guardia di Finanza che ha accolto nella sue fila un ufficiale figlio di un ex Consigliere di Stato, ora indagato per stalking.

 

Restiamo ai fatti. Questa giovane ragazza, marescialla della Guardia di Finanza, è stata perseguitata, molestata, minacciata e offesa dal suo diretto superiore per il sol fatto di non aver voluto proseguire una relazione sentimentale, iniziata bene, a quanto pare, poi finita male per l’atteggiamento ossessivo dell’uomo.

 

L’odioso comportamento posto sistematicamente in essere, da più di un anno,  dal capitano ha talmente esasperato la ragazza tanto da chiedere il trasferimento in altra sede.

 

La donna non è stata vittima di se stessa. Ha lottato strenuamente, ha denunciato per ben 3 volte l’uomo che pare si vantasse del fatto di essere un intoccabile. Gli atti depositati in Procura pare siano pieni di riscontri inequivocabili: date, messaggi pieni di ossessione e di odio, foto allusive, appostamenti sotto l’abitazione della donna, testimoni stessi colleghi, elementi probatori esatti e puntuali. Così pare.

 

E’ dire che inizialmente la relazione sentimentale si era avviata bene, progetti, traguardi, speranze tutto naufragato per colpa della mente malata dell’uomo. Così pare.

 

Una divisa addosso se maltrattata ti porta a crederti un Dio Onnipotente, e ti porta a comportamenti così lesivi che è difficile credere. Tanto per capirci, e per capire a che punto era arrivata la faccenda basta dare lettura dei messaggi recapitati alla chat di wtz della marescialla e indicati nel dispositivo del G.I.P. manco il peggio invasato: “Ti farò terra bruciata – non sarai mai trasferita – so che starai sola allora smetterò, ma se mai dovessi sapere che stai frequentando qualcuno dentro la Dia o fuori, inizio da Roberto, poi Fabio, e sai che non mi fermo… devi chiedere aiuto». O ancora: «Occhio che sei sotto osservazione, non sbagliare». Fino ad arrivare a messaggi ancora più violenti, «tanto da far temere- spiega il giudice – per l’incolumità della persona offesa»: «Mi hai rovinato la vita, ti sgozzo»; «Addio vomito, sei pure bugiarda, falsa e bugiarda, la peggio specie (…) pagherai col destino»; «Non me ne frega niente che ti senti male, muori! Ti auguro tutti i mali, non verrò neppure al tuo funerale». O ancora: «Mi hai rovinato la vita, ora prego che ci sia un finale degno a questa malvagità. Addio, il destino ti darà presto ciò che meriti» L’ultimo grave messaggio è stato trasmesso alla vittima il 2 dicembre scorso, l’indagato ha confidato ad un amico della vittima, che a breve la donna avrebbe dovuto mandare il curriculum al McDonald’s.

 

Ma l’episodio più buio è stato quando l’ufficiale della GdF, in un momento di estrema follia, aveva inviato alla donna un messaggio audio con cui le comunicava la volontà di togliersi la vita. La ragazza preoccupata ha subito allertato i suoi superiori che hanno immediatamente , in via precauzionale, tolto l’arma di ordinanza. 

 

Fa veramente pena la storia, due famiglie trascinate in un incubo senza fine. Non è che, poiché si tratta di un ufficiale della Guardia di Finanza, la cosa ha più importanza di analoghe storie, si tratta di amore malato che diventa un incubo. Qualunque siano le ragioni della rottura di un rapporto sentimentale non è ammissibile quanto è accaduto.

Franco Marella

 

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