La Cassazione a Sezioni Unite sull’adozione da parte di una coppia omosessuale

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Come funziona in Italia l’adozione da parte di una coppia omosessuale e come si sono espresse da ultimo le Sezioni Unite della Cassazione sul tema? Eh già un tema scottante.

Bisogna partire dal supporto che la legge ci consente di capire. Ecco lo spunto. In Italia la stepchild adoption ( adozione del figliastro) viene disciplinata con l’art. 44 della legge 4 maggio 1983, n. 184, che permette l’adozione del figlio del coniuge o del partner. Questo tipo di adozione, denominata “adozione in casi particolari” vuole tutelare, sia il rapporto già creatosi tra il minore ed il nucleo familiare con cui ha sviluppato legami affettivi, sia i minori che si trovino in particolari situazioni di disagio.

I casi in cui si può far ricorso a questo tipo di istituto sono tassativi:

– persone unite al minore da parentela fino al sesto grado, o da un rapporto stabile quando il minore sia orfano di padre e di madre;

– il coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell’altro coniuge;

– i minori che nelle condizioni indicate dall’art. 3 della legge n. 104/92, e siano orfani di entrambe i genitori ovvero una constatata impossibilità di affidamento preadottivo.

Tuttavia la domanda che ci appassiona è:  Cosa accade quando un genitore/partner va a convivere con un partner dello stesso sesso perchè ha scoperto di essere un gay o lesbica?

Intanto incominciamo col dire che in Italia non è consentita per legge l’adozione di un bimbo da parte di una coppia gay, tuttavia come vedremo, in casi “particolari” la giurisprudenza ha esteso questa possibilità anche alle coppie omosessuali.

La risposta è nell’ art. 44 comma 1 lett. d) della legge sulle adozioni, che sancisce che può essere adottato anche un bambino che non sarebbe adottabile in modo tradizionale in quanto non in stato di abbandono. La chiave di lettura sta tutta lì: non adottabile in modo tradizionale.

Ebbene, stando a quanto dice la norma, se una coppia divorzia,  il minore concepito durante il normale rapporto familiare, può essere adottato dalla nuova coppia che si è formata dopo la separazione dei genitori biologici. La norma non parla di nuova coppia etero ma parla solo di coppia che chiede di adottare il figlio biologico  di uno dei due partener.  Questo è quanto è stato stabilito in numerose sentenze che si sono avvalse di una interpretazione estensiva dell’art. 44 lett. d). Ovviamente ci sono dei limiti severi a cui bisogna che i giudici si isperino e sono:

1) ricevendo il consenso del genitore del minore: ossia o del genitore che lo ha partorito o del genitore che lo ha avuto tramite una maternità surrogata o del genitore che lo ha avuto tramite una fecondazione assistita all’estero.

2) che ci sia di un rapporto continuativo e stabile tra genitore “sociale” e minore.

Ma non è così semplice, ci sono sempre degli ostacoli dietro l’angolo. A volte questi ostacoli sono cos’ spigolosi che ci vuole una sentenza della Corte di cassazione a Sezioni Unite.

Il caso che stiamo per raccontarvi infatti  è’ approdato alla Corte Suprema chiamata a  a dipanare una intricata vicenda. Le Sezioni Unite della cassazione con sentenza n. 9006/2021 hanno infine stabilito che l’adozione fatta all’estero da una coppia omosessuale può essere trascritta nei registri dello Stato Civile italiano.

I fatti.

A New York, un giudice americano riconosceva lo status di coppia due uomini convolati a nozze. Uno dei due era già padre di un bimbo avuto in costanza di un matrimonio etero in America.

La coppia gay nel frattempo si era trasferita in Italia e dopo un pò ha ottenuto la cittadinanza italiana. A quel punto poichè l’adozione era una situazione già in atto ( il figlio già viveva con loro) i due sposi si sono recati presso gli uffici anagrafici del comune di Samarate (Varese)  per trascrivere l’adozione anche nei registri dello Stato Civile italiano.

Un pandemonio ci dicono: genitori contro Sindaco. Ne è nata la solita doglianza legale. Una lotta furibonda a “botte” di carte bollate tra la coppia omo e Il Sindaco del Comune di Samarate (Lombardia) che si è opposto con ogni mezzo alla trascrizione.   

La Corte d’Appello di Milano, adita in primis, riconosceva lo status di adottato del minore e ne ordinava la trascrizione dell’atto di nascita e del provvedimento di adozione. Ma il sindaco non soddisfatto ricorreva in Cassazione impugnando la decisione della Corte D’Appello, poiché violativa delle norme italiane sull’adozione.

La Corte di Cassazione alla luce di altri provvedimenti analoghi (non è il primo caso in Italia) stabiliva che il figlio, adottato legittimamente all’estero da cittadini italiani (già riconosciuti), deve essere considerato figlio adottivo della coppia anche in Italia. La decisione delle Sezioni Unite, secondo cui l’orientamento sessuale non è rilevante in nessuna controversia sull’affidamento dei minori, ha disposto d’impero la trascrizione e la legittimazione dell’adozione negli uffici dello stato civile,  poiché ciò che rileva è l’interesse del minore a vedere salvaguardati i suoi interessi fondamentali. Partita chiusa.

E fin qui la giurisprudenza. Ovviamente gli strascichi “d’opinione” ci sono e ci saranno. Ma siamo sicuri che in Italia siamo pronti a vedere due papà o due mamme che accompagnano i figli a scuola?  Io temo di no. In Italia, persistono atteggiamenti negativi nei confronti delle famiglie dello stesso sesso. E’ opinione di esponenti della comunità scientifica che per accettare l’adozione di figli in coppie gay si dovrebbero  sviluppare programmi educativi per decostruire gli stereotipi riguardanti gay e lesbiche. Il problema non è la legge come è ovvio che sia ma la serenità del bambino a cui vanno dedicate tutte le attenzioni possibili.  Perché una società si evolva bisogna che la  “coscienza civica” sia ben radicata nella crescita culturale. Il grado di consapevolezza  da raggiungere è  capire ed accettare che una coppia gay può donare lo stesso amore che potrebbe dare una coppia etero. Questo è quello che dicono i tanti studi condotti sulla materia. Molti sociologi e psicologi spingono affinché «le competenze emotive e culturali» siano alimentate gradualmente , « bisogna accompagnare la crescita culturale mano nella mano»,« bisogna spezzare le catene degli stereotipi perché la società sta cambiando e il cambiamento perché sia accettato deve abbattere i muri ideologici perché bisogna vedere al di là di quel muro». Una scelta difficile.

Franco Marella

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