Export: Cia-Ice, capitalizzare record 51mld agroalimentare

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Aggregazione tra imprese e comparti, per ridurre i costi e rafforzare il valore del Made in Italy; formazione specifica, organizzazione di incoming per buyer stranieri e promozione integrata che coinvolga prodotto e territorio. Ѐ quanto occorre, in previsione del post-pandemia, al rilancio delle imprese agricole e agroalimentari sui mercati internazionali ancor piu’ per capitalizzare il record storico raggiunto dalle esportazioni del settore con gli oltre 51 miliardi di euro del 2021. A dirlo e’ Cia-Agricoltori Italiani che con un evento a Monteroni di Lecce, in Puglia, ha rinnovato insieme all’Agenzia Ice, l’impegno a stimolare sempre piu’ l’internazionalizzazione delle imprese, “puntando su strategie mirate e valorizzando il potenziale inespresso di tante tipicita’ enogastronomiche, in particolare, al Sud” dove la partecipazione all’export nazionale e’ ferma al 10% da 10 anni. “Il territorio puo’ fare da traino, forte dell’attenzione rinnovata con la pandemia – afferma il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino – bisogna saper cogliere quest’opportunita’ indirizzando risorse su nuovi programmi di visite per buyer esterni, con tour incoming nelle aziende in partenariato con le associazioni di categoria per promuovere cibo, turismo e paesaggio”. “Come Ice – sottolinea il presidente Carlo Ferro – vogliamo ripartire dai territori con azioni di supporto ancor piu’ forti rispetto al passato: 19 nuove azioni, cose che tre anni fa non facevamo, perche’ la realta’ post-pandemica sara’ diversa e richiedera’ strategie nuove per rispondere alle sfide dei mercati”. L’incontro in Puglia, nella Cantina ‘Apollonio Vini’ con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, rientra nel percorso di internazionalizzazione per piccole e medie imprese che Cia e Agenzia Ice hanno all’attivo dal 2016.

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