La guerra mondiale per “rompere le scatole” ai “No Vax”

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Dopo che per prima, lo scorso novembre, l’Austria ha rotto il tabù sdoganando l’idea del lockdown dei non vaccinati, nelle ultime settimane, di fronte al nuovo dilagare dell’epidemia anche a causa della variante Omicron, stiamo assistendo allo scatenarsi nel mondo di una vera e propria guerra ai no vax, con misure e restrizioni sempre più rigide.

Se ne è fatto vero portavoce il presidente francese Emmanuel Macron con quello che è diventato una sorta di grido di battaglia – “I no vax? Ho molta voglia di rompergli le scatole” – criticato per l’uso dell’espressione volutamente colloquiale e volgare “emmerder“. E dalle parole ai fatti è passato Rodrigo Duterte, il controverso presidente autoritario delle Filippine, che nei giorni scorsi ha ordinato l’arresto per le persone non vaccinate che escono dalle proprie abitazioni.

Secondo quanto riferito dal portavoce del presidente Karlo Nograles, la direttiva ha validità su tutto il territorio nazionale ed è stata decisa per “per proteggere i cittadini, perché l’essere non vaccinati mette tutti in pericolo“. Per quanto riguarda poi l’obbligo vaccinale, finora non sono molti i Paesi nel mondo che l’hanno varato: Indonesia, Micronesia, Turkmenistan, Ecuador e Tagikistan.

In Europa, oltre al nostro Paese che ha imposto l’obbligo per gli over 50, ci sono la Repubblica Ceca e la Grecia per gli over 60 e l’Austria per tutti gli over 14 dal primo febbraio. Ma il dibattito è in corso in altri Paesi dell’Unione Europea, e ieri il cancelliere tedesco Olaf Scholz al Bundestag ha definito l’obbligo vaccinale contro il covid “necessario” affermando che lo sosterrà per tutti gli adulti a partire da 18 anni. Ma l’orientamento del cancelliere è quello di avere una proposta che arriva dal Parlamento piuttosto che presentare un disegno di legge del governo.

Per quanto riguarda le multe e le penalità imposte nei diversi Paesi europei per i no vax che non rispetteranno l’obbligo, se in Italia fa discutere la multa di 100 euro – che però sale a 600-1500 sul luogo di lavoro e viene raddoppiata se reiterata – in Austria si prevede che la multa sarà tra i 600 ed i 3600 euro. Draconiana la misura annunciata dal governo greco per gli ultra sessantenni: dalle già scarne buste paga dei pensionati ellenici verranno automaticamente detratti 100 euro al mese se non saranno vaccinati.

Quella della tassa ai no vax è la strada che sta percorrendo anche il Quebec, in Canada: “Stiamo lavorando su un contributo salute per gli adulti che rifiutano di vaccinarsi”, ha detto in conferenza stampa il premier del Quebec, Francois Legault, sottolineando che i no vax sono il 10% della popolazione ma occupano il 50% dei posti in terapia intensiva. Anche in Australia, dove le rigide regole di divieto di ingresso nel Paese ai non vaccinati tengono da giorni bloccato il numero uno del tennis mondiale, e no vax dichiarato, Novak Djokovic, si sta discutendo la possibilità di far pagare, in deroga al sistema sanitario pubblico universale, le spese mediche i non vaccinati che “in modo irresponsabile impongono un peso finanziario” ai contribuenti.

Oltre all’Australia sono diversi i Paesi che hanno completamente chiuso le porte ai non vaccinati: a fine dicembre la Finlandia ha varato una misura, valida fino il 16 gennaio, in base alla quale solo gli stranieri vaccinati, o guariti da non più di sei mesi, potranno fare ingresso nel Paese, presentando anche un test negativo. Anche il Brasile ha deciso di limitare gli ingressi nel Paese ai viaggiatori completamente vaccinati o guariti dal Covid-19. All’arrivo, i viaggiatori dovranno anche esibire un test negativo.

Ci sono poi i Paesi, come Emirati Arabi e Kuwait, che hanno vietato ai propri cittadini di recarsi all’estero se non sono completamente immunizzati, anche con la dose booster. A rendere poi veramente la vita impossibile ai no vax sono tutte le restrizioni e limitazioni che, come in Italia, imposte in Germania, Austria, Svizzera e nei prossimi giorni anche in Francia che creano cdi fatto una sorta di lockdown per i non vaccinati. In Francia, dove in ogni caso il ministro della Sanità Oliver Veran ha affermato che non si intende percorrere la strada dell’obbligo vaccinale, spiegando che sarebbe molto più difficile applicarlo agli adulti di quanto si va con le vaccinazioni obbligatorie per i bambini, dal 15 gennaio dovrebbe entrare in vigore il ‘pass vaccinale, l’equivalente del Super Green Pass italiano, per ristoranti, trasporti pubblici interregionali, cinema e palestre e tutte le attività al chiuso.

Come in Italia da lunedì scorso, non sarà quindi più accettata la certificazione ottenuta con il tampone, ma sarà necessario essere immunizzati, con l’intervallo tra seconda e terza dose che viene fatto scendere a tre mesi. “Vogliamo far pesare le nuove restrizioni sui non vaccinati” ha detto, senza mezzi termini, il premier Jean Castex annunciando a fine dicembre le misure. Anche la Francia quindi sceglie la strada che viene chiamata dei 2G in Germania che l’ha adottata già a fine novembre, di fronte alla prima impennata dei casi, e che effettivamente ha portato ad un contenimento della diffusione dei contagi. Si chiama modello “2G” perché viene consentito l’accesso a tutta una serie di attività solo a chi è vaccinato (geimpft) o guarito (genesen) dal Covid-19, mentre il “3G”, a cui si aggiungono i getestet, cioè i testati, rimane valido solo per accedere al posto di lavoro o per alcuni servizi essenziali come le farmacie o chi vende beni di prima necessità. Il modello dei “2G” è stato adottato anche in Austria e in Svizzera, dove, unico Paese al mondo, a fine novembre si era anche svolto un referendum sul Green Pass – che allora preveda ancora le 3G, prima dell’inasprimento entrato in vigore il 20 dicembre scorso – che era stato appoggiato dal 62% della popolazione. Con una consistente minoranza del 38% che si è detta contraria.

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