Energia Puglia, Legambiente: “Rinnovabili bloccate da burocrazia”

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Anche in Puglia le fonti energetiche rinnovabili sono bloccate dalle lungaggini burocratiche. È quanto emerge dal report di Legambiente “Scacco Matto alle rinnovabili. Tutta la burocrazia che blocca lo sviluppo delle rinnovabili favorendo gas e finte soluzioni” che racconta venti storie simbolo di blocchi alle fonti pulite. Storie che riguardano tutto il Paese da Nord a Sud. Sono 396, in tutta la regione, i progetti di impianti di energia da fonti rinnovabili in esame tra piccoli e grandi, in zone marginali e non (alcune dei quali anche in zone agricole).

Tra questi, c””è l””impianto eolico offshore di Taranto, proposto nel 2008 a largo del porto della città, costituito da 10 turbine eoliche ciascuna da tre megawatt e che vede l””avvio dei lavori dopo ben 12 anni di opposizioni, prima da parte della Regione e della sovrintendenza in difesa del bellissimo “paesaggio dell””ex Ilva” e poi dell””Amministrazione tarantina. “In Puglia esistono normative datate che non tengono conto dell””evoluzione dello sviluppo tecnologico attuale, negando di conseguenza qualsiasi novità legata ai vantaggi dei sistemi rinnovabili. – dichiara il presidente di Legambiente Puglia, Ruggero Ronzulli Si dice sempre che la Puglia sia autosufficiente dal punto di vista energetico, ma non è propriamente così. Serve un piano energetico regionale che permetterebbe di stabilire non solo le aree da destinare alle rinnovabili e di puntare sulle nuove tecnologie, ma anche di ripensare le comunità energetiche così da puntare sull””autoproduzione dell””energia”.

Gli ostacoli segnalati da Legambiente, stanno mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi europei climatici che prevedono una riduzione del 55% delle emissioni, al 2030, rispetto ai livelli del 1990 e una copertura da rinnovabili del 72% per la parte elettrica. Un obiettivo preciso per mantenere la temperatura al di sotto del grado e mezzo e che l””Italia con i suoi 0,8 GW di potenza media annua installata negli ultimi 7 anni rischia di veder raggiunti non prima del 2100. Eppure, sottolinea Legambiente, se anche solo il 50% delle rinnovabili oggi sulla carta arrivasse al termine dell””iter autorizzativo, la nostra Penisola avrebbe già raggiunto gli obiettivi climatici europei.

“I pesanti rincari in bolletta dovuti all””eccessivo consumo di gas in Italia – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente si affrontano in modo strutturale, non con l””aumento della produzione nazionale dei pochi idrocarburi presenti nel sottosuolo e nei fondali marini italiani o con un surreale ritorno al costosissimo nucleare, ma con lo sviluppo delle rinnovabili, l””innovazione industriale e politiche di efficienza energetica in edilizia. È urgente snellire le procedure per i nuovi progetti di eolico a terra e a mare, per l””ammodernamento degli impianti esistenti, per la realizzazione dell””agrivoltaico che produce elettricità come integrazione e non sostituzione della coltivazione agricola, per le comunità energetiche che usano localmente energia prodotta da fonte rinnovabile”.

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