Arte. Addio a Sergio Dangelo, fondò con Enrico Baj il movimento nucleare

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L’artista Sergio Dangelo, fondatore nel 1951 con Enrico Baj del Movimento di Arte Nucleare nel 1951, che in tempi più recenti amava definirsi “l’ultimo surrealista”, è morto nella notte tra il 4 e il 5 gennaio all’età di 89 anni nella sua casa di Milano. I funerali, apprende l’Adnkronos da amici della famiglia, verranno celebrati domani, venerdì 7 gennaio, alle ore 11.00, presso la chiesa milanese di San Vincenzo in Prato, via Daniele Crespi n. 6 (zona Naviglio Grande).

Dangelo ha partecipato alle Biennali di Venezia del 1958, 1964, 1966 (edizioni in cui ebbe una sala personale), 1972, 1980 e 1986, oltre ad aver preso parte alle Biennali di Parigi e di San Paolo del Brasile, alle Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma del 1986.

Nella storia dell’arte il nome di Dangelo è legato alla sua fondante esperienza giovanile del Nuclearismo, nel quale aveva riunito sotto le insegne della minaccia atomica una compagine di giovani pittori milanesi.

In seguito ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, i ‘nucleari’ volevano “abbattere tutti gli ‘ismi’ di una pittura” che cadeva “inevitabilmente nell’accademismo, qualunque sia la sua genesi”, come si legge nel Manifesto del Movimento cui aderirono, tra gli altri, anche Joe Colombo, Gianni Dova, Piero Manzoni e Franco Palumbo.

Nato a Milano 19 aprile 1932, Dangelo nel 1948 a Bruxelles entra in contatto con gli ambienti surrealisti e con il gruppo Cobra, che promuove la libera espressione dell’inconscio attraverso una pittura segnico-gestuale dalla materia cromatica densa e violenta, e fa atto di “surrealismo assoluto”.

La sua prima esposizione è del 1951 alla Galleria San Fedele di Milano, in cui espone i famosi quadri “nucleari”; è uno dei fondatori della rivista “Il Gesto”, organo del Movimento Nucleare, pubblicata fra il 1955 e il 1959. Nel 1954 organizza, con Asger Jorn, gli Incontri Internazionali della Ceramica ad Albisola: da allora è sempre rimasto legato alla città ligure, che nel 2008 gli ha concesso la cittadinanza onoraria. Nel 1957 Dangelo sottoscrive il manifesto “Contro lo stile”, redatto da Baj.

Negli anni ’70 l’artista matura un interesse verso la cultura orientale, soprattutto cinese, che trova sempre più nitida espressione nelle ricorrenti rappresentazioni di ideogrammi e graffe, nei dipinti costituiti da tessiture sottili e raffinate. In seguito Dangelo realizza ceramiche, dipinti su lamiera smaltata, litografie, acqueforti, oggetti, che l’artista tiene a definire non “ready-mades”, alla maniera di Marcel Duchamp, ma “hand-mades”, perché l’accento è posto sulla manipolazione più che sul reperto in se stesso e che si presentano come strani assemblaggi fissati su piani di fondo o liberi nello spazio.

Opere di Dangelo sono esposte al Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, alla Casa Museo Boschi Di Stefano di Milano, al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, al Maga Museo Arte Gallarate.

Nel 1991 fondò ad Albissola (Savona) insieme a sua moglie Carla Bordoni, Paola Grappiolo e Daniela Di Marco il Centro Artistico e Culturale Bludiprussia che si occupava di promuovere la cultura e l’arte, attraverso mostre ed eventi.

Furono invitati ad esporre importanti artisti tra cui Arnaldo Pomodoro, Hsiao Chin, Giancarlo Sangregorio, Milena Milani, Aurelio Caminati. Nel 1993, con un gruppo di giovani talenti suoi amici, istituisce il gruppo Nuovo Proun a Milano e Ginevra.

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