Scuola, Uil Puglia denuncia: “Regione complica lavoro istituti”

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“La competenza esclusiva in materia di programmazione dell’offerta di istruzione e formazione sul territorio regionale, ivi compresa la funzione di organizzazione della rete scolastica è propria dell’ente Regione. In Puglia, però, il titolo V della Costituzione farebbe eccezione, visto che per alcune realtà scolastiche baresi, la Regione non vorrebbe assumersi la piena responsabilità delle proprie decisioni”. Lo dichiara Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia.

“Al termine dell’iter procedurale che vede il coinvolgimento degli organi collegiali delle scuole, delle proposte di Comuni e Province, dei pareri espressi dall’Ufficio Scolastico Regionale e del confronto con i sindacati di categoria – sottolinea – la giunta ha aggiunto alla decisione la seguente dizione: ‘Salvo che la Città Metropolitana e il Comune esprimano entro la data di avvio delle iscrizioni all’anno scolastico 2022/23 differente proposta di riorganizzazione‘”.

Ebbene – rileva il sindacalista – sarebbe la prima volta che si utilizza una ‘formula magica’, forse per scrollarsi di responsabilita’ decisionali aggiungendo problemi ai problemi che, purtroppo, alle scuole in questo periodo non mancano, a cominciare dalla pandemia in atto”.

Ci chiediamo – prosegue – che senso abbia una tale delibera che rimanda la decisione ad altri soggetti, i quali peraltro si sono già espressi durante il procedimento amministrativo che porta alla decisione finale con la delibera della giunta regionale, lasciando cosi’ famiglie e dirigenti scolastici dei circoli didattici 17esimo e 26esimo di Bari, della scuola media T. Fiore di Bari nonché degli Istituti Pertini-Anelli di Turi e Consoli-Pinto di Castellana Grotte nel limbo per gli open day delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Infatti, il 4 gennaio partiranno le domande di iscrizione e nessuna differente determinazione sembrerebbe essere stata deliberata da Comune di Bari o dalla Città Metropolitana. Se al contrario arrivasse qualche diversa decisione, scuole e sindacati resterebbero, probabilmente, tagliati fuori dalle ulteriori decisioni, aggiungendo caos al caos. Insomma come ormai consuetudine, la Regione piuttosto che facilitare il lavoro degli istituti del territorio, sembra volerne complicare la vita”.

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