2022 – Antimafia: Nomine DNA, caccia ai latitanti, processi.

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Per non dimenticare. Il 2022 dal punto di vista della lotta alle mafie e all’antiterrorismo presenta delle scadenze importantissime che non devono passare inosservate . Ci sono processi da seguire e ricerche latitanti da monitorare.

In Puglia per esempio si terrà, davanti alla Corte d’assise d’appello di Bari, il processo contro Giovanni Caterino, il presunto basista della strage di San Marco in Lamis, in cui morirono ammazzati i due fratelli Luciani, agricoltori, che si trovarono nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Poi il processo Decima bis che  sarà celebrato con rito ordinario, così disposto dal G.U.P. Antonella Cafagna, all’esito dell’udienza-fiume del processo alla mafia foggiana tenutasi nell’aula bunker del Tribunale di Bitonto.

 

Dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, si procederà, si spera quasi subito,  alla nomina del procuratore antimafia nazionale. Il dott. Federico Cafiero De Raho compierà 70 e per raggiunti limiti di età lascerà l’incarico. Molti i nomi: Nicola Gratteri, procuratore a Catanzaro; Giovanni Melillo, capo della procura di Napoli; Carmelo Zuccaro, alla guida degli uffici di Catania; il procuratore di Messina Maurizio De Lucia e quello di Lecce, Leonardo Leone De Castris. Una candidatura arriva dall’interno della Dna, quella del procuratore aggiunto Giovanni Russo. L’unica candidatura che non viene dal Mezzogiorno è quella di Marcello Viola, procuratore generale di Firenze

La politica e la società civile non devono abbassare la guardia.  Non bastano i proclami e le “sbandierate” servono i fatti. Da una parte abbiamo una magistratura dilaniata da tanti casi di malagiustizia e di politica fallace , dall’altra magistrati che da soli combattono tenacemente il malaffare privandosi di una “vita” ed infine una politica che per queste questioni non ha mai avuto la barra dritta. 

Bisogna mettere ordine al CSM, che deve, dico, deve, essere il faro della legalità. Un punto fermo incancellabile. La gente deve sentirsi sicura nelle aule dei tribunali. 

Poi ci vuole una vera svolta sociale, un cambiamento che declini all’onestà e alla trasparenza , i concetti di legalità, socialità, umanità, integrazione, inclusione. Non bastano i soldi del PNNR, ci vuole impegno quello vero, non a chiacchiere.

Buon anno.

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