L’ennesima Tangentopoli

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La Regione Puglia è, come il resto d’Italia al centro dell’ennesima Tangentopoli. Come sempre c’è uno che viene preso per primo con le mani nella marmellata. Poi si scopre che non è possibile che abbia operato solo e che quel caso sia unico. Non serve neanche più seguire i particolari in cronaca: sono delle fotocopie di uno stesso copione già visto. Usualmente sono cose che si scoprono in concomitanza di un cambio di regime.

La gente sembra abbia sempre saputo di questo andazzo ed emette il verdetto e la condanna senza attendere le Autorità preposte; esprimendo odio e preconcetti radicati e antichi. Come mai? Perché dopo avere votato per questo sistema di potere poi ne sentenzia la inaffidabilità totale in così breve tempo? E cosa fare per non ri-cadere per l’ennesima volta nella stessa storia?

Un dipendente della Regione prende in un anno senza grandi fastidi e senza rischio di licenziamento quello che un contadino o un artigiano prende in vent’anni. Mentre quest’ultimo deve alzarsi la mattina presto e deve subire le ingiurie del clima (senza parlare di quelle del mercato) sia su se stesso sia sul suo lavoro. Inoltre non è raro che quello stesso lavoratore incontri un dipendente pubblico che, vestito di autorità, gli commina questa o quella sanzione.. cioè lo ostacola in ogni sua attività. È evidente che questa situazione appena può esplode e può avere gli esiti più imprevedibili. È sempre stato così e l’opera diuturna della magistratura per vincere la corruzione sembra perfettamente inutile; il lupo perde il pelo ma il vizio non si sposta di un millimetro. Anzi i funzionari pubblici preposti a firmare gli atti che comportano una qualche responsabilità non lo fanno più, proprio perché sanno che è probabile che vi siano irregolarità e quindi per timore della magistratura non firmano più: è ormai da anni viviamo il collasso della Pubblica Amministrazione.

In questa situazione arriva l’Europa e pretende che i controlli sulla spesa pubblica (specie per le opere più grandi!!) venga “snellita”, “semplificata”, cioè che ci sia una autorità che decida al riparo da controlli e indagini se non per fatti specialissimi. Quindi l’attuale Amministrazione pubblica viene superata? E, se si, perché continuare a pagarla? E chi ci garantisce che la nuova Autorità sia superiore a tali tentazioni?

Non v’è risposta ma solo un pasticcio inestricabile nato dalla insopprimibile voglia di spesa pubblica. Il partito della spesa è senza ombra di dubbio il più forte e coinvolge dalla estrema sinistra fino alla estrema destra, dal più piccolo comune alla Commissione Europea, tutti i politici di ogni ordine e grado sono favorevoli alla spesa e ai conseguenti debiti. Quindi la soluzione non ci sarà mai perché tale corale e viscerale simpatia per la spesa pubblica dovrà pur essere a sua volta indice di una fortissima simpatia per le mazzette che essa produce in qualunque forma queste siano!

CANIO TRIONE

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