Covid, appello dalla prima vaccinata pugliese: “Dialogo coi no-vax”

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“La ricordo come una giornata di gioia perché, dopo un anno di buio totale, di impotenza nei confronti di una malattia che in Rianimazione aveva scarsa possibilità di cura, c’era uno spiraglio. Ecco cosa è stata la vaccinazione per me”. Lidia Dalfino, rianimatrice del Policlinico di Bari, è stata la prima in Puglia il 27 dicembre dello scorso anno a ricevere il vaccino anti Covid.

“Esattamente un anno fa – racconta alla Dire – la situazione era completamente diversa: i nostri reparti erano sotto pressione. Oggi è cambiato tutto, nel senso che, con l’aumento dell’adesione alla campagna di immunizzazione, abbiamo assistito progressivamente alla riduzione del numero dei ricoverati e soprattutto della gravità della malattia. Certo i ricoveri ci sono anche oggi, ma si tratta di pazienti immunodepressi oppure di persone che per varie ragioni non sono vaccinate. Ma la situazione è assolutamente gestibile”. La quarta ondata fa paura e le varianti come Omicron preoccupano, ma resta una parte di popolazione che è ancora convinta che il virus non esista e che dice no ai vaccini. “Nella mia esperienza c’è un modo per accompagnare chi ha paura a vaccinarsi a cambiare idea, ma richiede dialogo e ascolto – spiega il medico -. Mi sono trovata di fronte a chi si è lasciato influenzare da persone incompetenti. Ecco, io direi che bisogna lasciar parlare solo chi ha competenze specifiche in materia. Anche io sono medico ma sono rianimatore e mi sono affidata a colleghi che più di me conoscono i virus perché non sono onnisciente e così dovrebbero fare tutti”.

Sulla fine della emergenza sanitaria “influirà molto l’adesione alla terza dose di vaccino. Solo così – osserva Dalfino – potremo vedere la fine di questa situazione”.

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