Scuola, studenti in piazza con lavoratori: “Governo ci ascolti”

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“Siamo scesi in piazza perché convinti che il nostro posto sia a fianco ai lavoratori e alle lavoratrici e insieme anche ai pensionati, perché crediamo che il conflitto intergenerazionale non abbia senso e serva dare un messaggio chiaro: l’unica divisione che accettiamo è tra chi sfrutta e chi è sfruttato”. Lo affermano Giovanni Sotgiu e Tommaso Biancuzzi di Rete degli studenti Medi e Udu Unione degli Universitari. “Da Palermo a Milano, passando per Bari, Cagliari e Roma – spiegano – abbiamo manifestato il nostro dissenso nei confronti di una legge di Bilancio e di un Pnrr che non contengono investimenti e cambi di prospettiva sui grandi temi che investono la nostra generazione. Le nostre rivendicazioni hanno un fattore comune molto semplice: il ruolo che scuola, università e giovani devono avere nel nostro Paese e soprattutto all’interno dei cambiamenti che toccano il nostro tempo. E’ impensabile, di fronte a un periodo storico che ci impone e ci imporrà cambiamenti anche radicali continuare a perseguire la strada del non investire sulla filiera della conoscenza e sul dare delle reali prospettive alla nostra generazione. Edilizia scolastica e accesso al diritto allo studio, al materiale didattico e a device tecnologici carenti, università lasciata al margine nella Legge di bilancio, inesistenza del tema della salute mentale e di assistenza sanitaria per fuorisede, nessun intervento sulla precarietà del lavoro: questi i temi che del nostro percorso autunnale. Lo sciopero di oggi – concludono – ha rappresentato un momento importantissimo per la vita democratica del nostro Paese: ci auspichiamo che le voci dei tanti e tante nelle piazze di questa mattina non rimangano inascoltate e che il Governo si faccia carico delle esigenze e delle istanze dei lavoratori, delle lavoratrici e di tutta la compagine studentesca”.

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