Lecce, legali famiglia dj: omicidio e non suicidio

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“Secondo noi si tratta di omicidio e non di suicidio e riteniamo che l’impiccamento sia stata una messa in scena”. 

Lo dice a LaPresse l’avvocato Gianluca Tarantino, del foro di Lecce, con riferimento all’indagine sul dj salentino Ivan Ciullo, di Racale, (Lecce), 34 anni, trovato impiccato a un albero nelle campagne di Acquarica del Capo (Lecce) la mattina del 22 giugno 2015. 

Tarantino rappresenta i familiari assieme ai penalisti Maria Chiara Landolfo e Paolo Maci.Il gip del tribunale di Lecce, Sergio Tosi, ha respinto l’istanza di archiviazione presentata per la terza volta dalla procura di Lecce, nelle scorse settimane, e ha disposto lo svolgimento di nuove indagini, così come era stato chiesto dagli avvocati che rappresentano la famiglia. 

Il procedimento penale attualmente in essere è per istigazione al suicidio a carico di una persona ritenuta vicina a Ivan Ciullo.

“Noi come difesa avevano fatto presente che, nell’ambito delle indagini sulla morte di Ivan Ciullo, ci siano state in parte delle anomalie e in parte delle insufficienze. Tali carenze investigative hanno portato il gip ad accogliere la nostra richiesta e a respingere quella di archiviazione del pm”, prosegue

“Riteniamo che ci siano troppi punti oscuri nella vicenda che riguardano diversi profili che meritano di essere approfonditi e adesso attendiamo pazientemente l’esito delle nuove indagini”, conclude il penalista.

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