PROVE TECNICHE DI PLAGIO

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Gli improvvidi suggerimenti “includenti” della Presidenza ella Commissione europea sulla neutralità ed inclusività del linguaggio da tenere e la ancor più ingloriosa loro ritirata lascia sgomenti e indignati.

La Commissione e, più in generale, la intera Unione Europea -si sa- è un ammasso canceroso ormai metastatico di burocrazia; quindi quel “foglietto” non è il frutto di una boutade di una singola persona ignara della storia e delle identità più evidenti che ci possano essere ma è certamente stata partorita da mesi di lavori collettivi di decine di persone che si sono controllate a vicenda e perfezionate continuamente. Infine essa è perfettamente in linea con il sentiment dei vertici della Commissione stessa. Quindi è un segnale preciso della qualità culturale di queste persone che ci governano; gettando anche una luce sinistra sul nostro attuale Presidente del Consiglio che quella mentalità e quell’aria ha respirato per lustri. Si tratta di una mentalità che ha una precisa connotazione: essa sostituisce alle religioni che conosciamo la loro poggiata su una precisa trilogia: sufficienza se non agnosticismo verso ogni retaggio identitario e culturale riconducibile ad un territorio e una storia, tecnologia efficientista fino alle estreme conseguenze, mondialità che sostituisce la universalità propria delle confessioni religiose. I miracoli attribuiti ai santi vengono sostituiti dai miracoli attesi dalla tecnologia che così diviene il centro della nuova religione universale e quindi mondialista verso la quale nulla può resisterle. Naturalmente questa tesi per loro è politicamente corretta e quindi superiore ad ogni altra; addirittura la ritengono inclusiva a patto naturalmente che gli altri rinunzino alle loro convinzioni. Il fatto che i miracoli della tecnologia sono stati fatti a detrimento dell’ambiente e della stessa dignità umana è un problema secondario da risolvere con ulteriore tecnologia!!!

Quindi quel foglietto è la riprova inoppugnabile della lontananza culturale incolmabile dell’Europa dagli europei, della loro protervia e superbia e di quello che vogliono fare: trasformarci in un gregge di uguali.

La risposta istintiva delle popolazioni europee è stata tutto sommato mite rispetto a quello che sarebbe necessario; perché esse mancano di una guida spirituale e culturale che abbia detto chiaro e tondo cosa significa questo “foglietto”. Le destre hanno gridato “la nostra identità non si cancella” (Meloni) o altro ancora più tiepido difendendo sostanzialmente le identità come fossero dei riti antichi e niente di più.

Ma quello che è mancato è il grido del Santo Padre; e non solo di quello nostro. Forse i vertici delle Chiese non hanno avuto sui media lo spazio che meritano, forse già si considerano essi stessi espressioni di ritualità superate, forse loro stessi si stanno convertendo al livellamento dettato dalla cibernetica dominante che ci considera tutti alla stessa stregua.. certo è che se quel “foglietto” è stato ingloriosamente ritirato lo si deve alla sollevazione popolare; la nomenklatura europea che si è accorta di aver fatto un regalo di Natale insperato alle organizzazioni di destra loro espliciti nemici.

Ma la questione rimane intatta: le identità devono esistere o no? La tecnocrazia sia essa burocratica, sia essa produttivistica, sia essa sanitaria, sia essa culturale dice di no. Cioè secondo loro se gli “esperti” dicono una cosa vuol dire che gli altri si devono adeguare. Senza discutere e senza intralciare il cammino della scienza e degli esperti. Gli identitari invece dicono di si: se un cittadino non si vuole vaccinare o vuole portare i soldi a casa o vuole avere una religione deve poterlo fare senza intralci e senza che lo si costringa in alcun modo a subire i diktat della tecnocrazia dominante. Sono due universalismi o mondialismi contrapposti; due vere e proprie religioni in lotta per la rispettiva sopravvivenza.

Il fatto è che a Bruxelles dimenticano che il loro mondialismo tecnologico si regge ed esiste perché le Banche Centrali emettono moneta “legale” ma falsa per sostenere sia le imprese “troppo grandi per fallire” (anche se producono perdite cioè), sia gli stati incaricati di controllare che vada tutto nel verso voluto; provvedimento e comportamento che non necessita di grandi doti intellettive ma di una grande dose di stupidità; diversamente tutto il loro mondo sarebbe venuto giù fragorosamente più di dieci anni fa! adesso cercano di sostenerlo sempre con gli stessi sistemi monetari corroborati da altri ancora meno intellettualmente onesti.

Quindi dobbiamo dire che forse le varie identità devono aggiornarsi un po’; ma il mondialismo tecnologico è uno zombi che sopravvive con le risorse sottratte alla economia reale in cambio di danari falsi. E queste cose qualcuno deve andarlo a dire ai politicanti di Bruxelles che stanno ancora con la testa fra le nuvole.

MAURIZIO RANA 

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