Mafia, DDA: “Clan Potenza, stabile rapporto con ‘ndrangheta in settore giochi anche in Puglia”

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Il clan di Potenza Martorano-Stefanutti aveva ‘solidi legami’, consolidati nel corso degli anni, con alcune delle famiglie della ‘ndrangheta maggiormente accreditate sul territorio nazionale, come i Pesce-Bellocco di Rosarno (Reggio Calabria) e i Grande Aracri di Cutro (Crotone). Emerge dall’inchiesta della Dda di Potenza sull’operazione che oggi ha portato all’arresto di 37 persone. Nel tempo è stato intessuto ‘un consistente e duraturo rapporto di collaborazione criminale coltivato negli anni specie nel settore elettivo dei videogiochi – hanno spiegato gli inquirenti – per il quale la Dda potentina ha già svolto in passato altra indagine che ha portato nel corso di quest’anno alle prime sentenze di condanna, tra gli altri, nei confronti dello storico capo del clan calabrese, Nicolino Grande Aracri e di soggetti a lui vicini’. Altre proiezioni criminose extraterritoriali ‘risultano investire esponenti sia della mafia siciliana, legati al sodalizio dei Santapaola di Catania, sia di sodalizi e operativi in Puglia e Basilicata’. L’indagine si è sviluppata con intercettazioni telefoniche e telematiche, pedinamenti tradizionali e a distanza, Gps, acquisizioni documentali, numerosi interrogatori di testimoni e collaboratori di giustizia che si sono dissociati dai sodalizi mafiosi lucani, calabresi e siciliani di rispettiva appartenenza. Durante le investigazioni sono stati acquisiti documenti contenenti veri e propri riti di affiliazione, regole, organigrammi e ruoli di vertice delle cosche della ‘ndrangheta.

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